La cronaca di oggi ci consegna un aggiornamento su un delitto avvenuto pochi giorni fa a Roma.
Credo che occorra conoscere il seguito dei casi presi in esame di volta in volta, anche se non sono più sotto i riflettori, la narrazione non si dovrebbe interrompere senza che si abbia una conclusione, almeno di significato, dell'evento. In caso contrario, sospinti dalla mole di informazioni a getto continuo rischieremmo di avere soltanto notizie frammentate che nulla o poco possono portare alla comprensione, interpretazione e attribuzione di significato all'evento, operazioni che ci consentono di sentirci "presenti", partecipi dal punto di vista cognitivo ed emozionale,e presenti insieme ad Altri che condividono con noi le interpretazioni e le opinioni. Questo concetto di presenza come individui che perseguono l'obiettivo di una più agevole conoscenza dei fatti di vita quotidiana per trovare sempre più strumenti per adattarsi e sopravvivere,unito alla presenza insieme ad Altri che hanno i nostri stessi obiettivi(presenza sociale) sono fra i caposaldi delle opportunità o "affordance" che i giornali online e i commenti dei lettori offrono, aumentando la democrazia dell'informazione.
Ora leggiamo l'articolo Da IlMessaggero.it del 27.12.08 cronaca Roma
Omicidio dell'autosalone, l'assassino
ha simulato una rapina
di Paola Vuolo
ROMA (27 dicembre) - L’assassino dell’autosalone ha simulato una rapina. Dopo il massacro l’uomo che ha ucciso a martellate Massimiliano Patis, 38 anni, e ridotto in coma suo zio Alessandro De Antonis, 42, ha fatto sparire il Rolex di De Antonis e i portafogli delle vittime. Se li è portati via insieme all’arma del delitto per nascondere il vero movente: almeno questa è l’ipotesi che gli inquirenti ritengono più probabile.
Si cerca l’uomo che lunedì era a pranzo con zio e nipote, il sospettato numero uno dell’agguato di via Tito Livio, una persona dall’aspetto distinto tra i 40 e i 50 anni, alto un metro e settanta circa, robusto e con i capelli brizzolati.
Lunedì scorso, verso le 13, un’ora prima del massacro, lo sconosciuto era a pranzo con Massimiliano ed Alessandro al forno di piazzale Medaglie d’oro, hanno mangiato delle lasagne, la supertestimone, la donna che li ha serviti ricorda che i tre parlavano tranquillamente. Dopo pranzo hanno preso anche un caffè nel bar lì vicino, e poi? Se i tre si sono salutati dopo il caffè, perché lo sconosciuto non si è ancora presentato alla polizia?
Questo fa ritenere agli inquirenti che l’uomo del pranzo non sia estraneo al massacro. Gli agenti della Mobile guidati dal capo, Vittorio Rizzi, hanno l’identikit dello sconosciuto, il fotokit e forse anche il nome: la sua immagine è stata inviata anche alle questure di altre città. Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere dell’autosalone della Balduina e i tabulati dei cellulari delle vittime.
L’omicidio di Massimiliano Patis non era premeditato: è stato un delitto d’impeto, dicono gli investigatori.
L’assassino ha cominciato a colpire zio e nipote con un martello (è scritto nel referto che l’arma potrebbe essere questa), ma perché? Questione di soldi? Alessandro De Antonis, socio di una immobiliare con Tommaso Rocchi, l’attaccante della Lazio, aveva aperto l’autosalone in via Tito Livio con il nipote tre anni fa. E sembra che gli affari nella concessionaria di lusso non andassero molto bene.
Le macchine Audi, Mercedes e Porsche venivano anche noleggiate. c’è una relazione tra l’attività di zio e nipote e l’agguato mortale? Le vittime sono incensurate, non hanno mai avuto noie con la legge, neppure una banale denuncia e per gli inquirenti è difficile pensare quindi ad un regolamento di conti. Forse a colpirli è stato un cliente che ha creduto di essere stato raggirato? O qualcuno che doveva avere dei soldi dai due? Alessandro De Antonis è ricoverato al Gemelli in terapia intensiva, l’uomo è in coma farmacologico e lotta tra la vita e la morte.
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sabato 27 dicembre 2008
mercoledì 24 dicembre 2008
Delitto autosalone a Roma: primi esiti dell'autopsia
DA IlCorrieredellasera.it del 24 dicembre ore 13.21 sezione cronaca
Roma: delitto autosalone, 10 colpi di martello
ROMA - L'autopsia sulla salma di Massimiliano Patis, una delle due persone aggredite lunedi' in un autosalone di Roma, chiarisce che ad uccidere il ragazzo e' stata una decina di colpi sferrati con inaudita ferocia con un oggetto contundente, forse un martello. Le ferite sono concentrate sulla volta cranica. (Agr)
Roma: delitto autosalone, 10 colpi di martello
ROMA - L'autopsia sulla salma di Massimiliano Patis, una delle due persone aggredite lunedi' in un autosalone di Roma, chiarisce che ad uccidere il ragazzo e' stata una decina di colpi sferrati con inaudita ferocia con un oggetto contundente, forse un martello. Le ferite sono concentrate sulla volta cranica. (Agr)
martedì 23 dicembre 2008
Roma: parlano i cittadini che vivono nella strada dell'omicidio
Da IlMessaggero.it del 23.12.08 sezione approfondimenti cronaca di Roma
«In questa strada così silenziosa
non s’è sentito neanche un urlo»
ROMA (22 dicembre) - «Non mi sono accorto di nulla - racconta un ragazzo che abita in una delle palazzine di via Tito Livio, proprio davanti il concessionario dove è accaduta la tragedia - dopo tre ore si è scatenato l’inferno. Ambulanze, sirene della polizia, mi sono affacciato al balcone e non ho più capito nulla, quando però ho visto uscire in barella quelle due persone con tutto il viso insanguinato ho capito che era accaduto qualcosa di veramente grave». La strada, ai confini tra la Balduina e Monte Mario, è un lungo e tortuoso senso unico che arriva fino a viale Medaglie d’oro, case con giardini, alti palazzi tranquilli. Un quartiere residenziale. Pochissimi negozi: un centro shiatsu, e un parrucchiere proprio accanto all’autosalone dove è stato ucciso Massimiliano Patis e ridotto in fin di vita suo zio.
«Li vedevamo sempre - si sfoga Francesca, che vive a pochi metri dal concessionario - Persone tranquille, venivano la mattina intorno alle 10, uscivano all’ora di pranzo, e in genere chiudevano verso le otto di sera. E’ una cosa che mi sconvolge quello che è accaduto, perché questo vuol dire che ora non si può più stare tranquilli nemmeno in questa zona. Nessuno ha sentito nulla, eppure in questo punto della via i palazzi sono uno accanto all’altro, se ci fosse stata una lite furibonda si sarebbe sentito tutto, e invece solo il silenzio». Ieri, come accadeva spesso i due uomini all’ora di pranzo erano andati a fare uno spuntino poco distante dal loro negozio: «Sono venuti verso le 13.15 - racconta il titolare di una pizzeria su piazzale delle Medaglie d’Oro - a mangiare qualcosa, come accadeva spesso, sembravano tranquilli come al solito, mai a pensare che da lì a poco sarebbe successa una tragedia simile. Sono rimasto senza parole quando ho saputo quello che era successo».
Nel primissimo pomeriggio, in molti sono passati davanti al concessionario, senza accorgersi di nulla. «Ripensandoci, ho anche visto il cartello “torno subito”, ma non avevo notato nulla di anomalo, nemmeno le macchie di sangue di cui sento parlare - racconta Raffaele Spinnato, residente anche lui a pochi passi da dove è accaduta la tragedia - Pensare che è avvenuto un omicidio a due passi da te, con il coinvolgimento di persone che comunque conosci, produce sensazioni di timore». Gli abitanti ora hanno paura, e tanti sono gli interrogativi che si pongono. «Mi chiedo solo perché si arriva ad ammazzare in questo modo feroce - si chiede un’anziana signora - si è trattato di una rapina? Un regolamento di conti? Una lite per caso? Io abito da sola in questa strada, al primo piano, e quando sento fatti di questo genere non so a cosa pensare, sono tragedie troppo grosse che spaventano chiunque».
«In questa strada così silenziosa
non s’è sentito neanche un urlo»
ROMA (22 dicembre) - «Non mi sono accorto di nulla - racconta un ragazzo che abita in una delle palazzine di via Tito Livio, proprio davanti il concessionario dove è accaduta la tragedia - dopo tre ore si è scatenato l’inferno. Ambulanze, sirene della polizia, mi sono affacciato al balcone e non ho più capito nulla, quando però ho visto uscire in barella quelle due persone con tutto il viso insanguinato ho capito che era accaduto qualcosa di veramente grave». La strada, ai confini tra la Balduina e Monte Mario, è un lungo e tortuoso senso unico che arriva fino a viale Medaglie d’oro, case con giardini, alti palazzi tranquilli. Un quartiere residenziale. Pochissimi negozi: un centro shiatsu, e un parrucchiere proprio accanto all’autosalone dove è stato ucciso Massimiliano Patis e ridotto in fin di vita suo zio.
«Li vedevamo sempre - si sfoga Francesca, che vive a pochi metri dal concessionario - Persone tranquille, venivano la mattina intorno alle 10, uscivano all’ora di pranzo, e in genere chiudevano verso le otto di sera. E’ una cosa che mi sconvolge quello che è accaduto, perché questo vuol dire che ora non si può più stare tranquilli nemmeno in questa zona. Nessuno ha sentito nulla, eppure in questo punto della via i palazzi sono uno accanto all’altro, se ci fosse stata una lite furibonda si sarebbe sentito tutto, e invece solo il silenzio». Ieri, come accadeva spesso i due uomini all’ora di pranzo erano andati a fare uno spuntino poco distante dal loro negozio: «Sono venuti verso le 13.15 - racconta il titolare di una pizzeria su piazzale delle Medaglie d’Oro - a mangiare qualcosa, come accadeva spesso, sembravano tranquilli come al solito, mai a pensare che da lì a poco sarebbe successa una tragedia simile. Sono rimasto senza parole quando ho saputo quello che era successo».
Nel primissimo pomeriggio, in molti sono passati davanti al concessionario, senza accorgersi di nulla. «Ripensandoci, ho anche visto il cartello “torno subito”, ma non avevo notato nulla di anomalo, nemmeno le macchie di sangue di cui sento parlare - racconta Raffaele Spinnato, residente anche lui a pochi passi da dove è accaduta la tragedia - Pensare che è avvenuto un omicidio a due passi da te, con il coinvolgimento di persone che comunque conosci, produce sensazioni di timore». Gli abitanti ora hanno paura, e tanti sono gli interrogativi che si pongono. «Mi chiedo solo perché si arriva ad ammazzare in questo modo feroce - si chiede un’anziana signora - si è trattato di una rapina? Un regolamento di conti? Una lite per caso? Io abito da sola in questa strada, al primo piano, e quando sento fatti di questo genere non so a cosa pensare, sono tragedie troppo grosse che spaventano chiunque».
Roma: aggiornamenti sull'omicidio nell'autosalone
La cronaca oggi segnala aggiornamenti sull'aggressione avvenuta nell'autosalone a Roma in cui ha perso la vita il nipote del proprietario. Seguiamo gli sviluppi e cerchiamo di comprendere in maniera meno superficialeil significato di queste notizie.
Da IlMessaggero.it cronaca di Roma del 23.12.08
Agguato autosalone, minacce alle vittime
L'arma potrebbe essere un martello
Articolo di Paola Vuolo
ROMA (23 dicembre) - Massacrati a colpi in testa: Alessandro De Antonis, 42 anni, e il nipote Massimiliano Patis, 38, titolari di un autosalone nel quartiere residenziale della Balduina, non hanno avuto nemmeno il tempo di chiedere aiuto. Massimiliano è stato ferito a morte, suo zio è gravissimo, gli inquirenti cercano il movente di questo agguato che non ha ancora un vero perché. Zio e nipote non hanno precedenti, i loro nomi risultano «sconosciuti» agli archivi della polizia, l’autosalone ”Automobili A M” in via Tito Livio, una strada tranquilla con pochi negozi, è stato aperto tre anni fa, dopo che Alessandro e Massimiliano avevano chiuso la concessionaria di via Mattia Battistini, in una zona meno elegante della capitale. Gli affari però non andavano molto bene neanche adesso, e sembra che i due ultimamente siano stati anche minacciati.
Chi ha progettato l’agguato e perché? Gli investigatori della Mobile guidati da Vittorio Rizzi per ora non escludono nessuna ipotesi. La pista meno probabile però sembra quella della rapina, chi ha colpito zio e nipote voleva dargli probabilmente una lezione, e forse non è stata nemmeno una sola persona.
Massimiliano e Alessandro sono stati colpiti tra le 13.30 e le 14. All’ora di pranzo, zio e nipote sono andati a mangiare una pizzetta in un forno di piazzale delle Medaglie D’oro, «sono arrivati verso l’una e un quarto - dice Nicola, il titolare del forno, erano tranquilli come sempre, hanno mangiato in fretta e mi hanno salutato. Li conosco perché vengono spesso da me, una volta hanno portato pure tutta la famiglia».
Zio e nipote mangiano la pizza, ed escono dal locale per tornare al salone, come tutti i giorni fanno da tre anni, non sanno che stanno scivolando dalla quotidianità all’orrore. Alle 14 sono di nuovo in via Tito Livio, alle 14.30 un cliente passa dall’autosalone, vede il cartello sulla vetrina con su scritto ”torno subito”, ma la porta a vetri è socchiusa e a terra, vicino all’ingresso, ci sono macchie di sangue, l’uomo preoccupato entra e gli si ferma il cuore in gola. Massimiliano e Alessandro sono a terra ricoperti di sangue, hanno la testa fracassata, l’uomo chiama il 113. Zio e nipote vengono trasportati al Policlinico Gemelli e al Santo Spirito, Massimiliano non ce la fa: i colpi gli hanno fracassato la testa, Alessandro viene operato d’urgenza, al Policlinico arriva in arresto cardiaco, ora lotta tra la vita e la morte.
La polizia non ha trovato l’arma usata per colpire i due, ma probabilmente il massacro è stato fatto con un martello o con un cric. Secondo il referto dei medici del Santo Spirito, il colpo alla tempia di Massimiliano non è dovuta ad un proiettile, perché dalla Tac non risultano il foro di entrata e quello di uscita.
Gli investigatori indagano nella vita privata delle vittime, Massimiliano è il nipote dell’ex moglie di Alessandro, e lavoravano insieme da anni. Ieri i poliziotti hanno anche perquisito le loro abitazioni in cerca di un indizio che potrebbe portarli sulle tracce dell’assassino o degli assassini di Massimiliano Patis e di chi ha ridotto in fin di vita suo zio. Per gli investigatori della Mobile l’omicidio probabilmente non era premeditato. I due dovevano solo avere una lezione, forse una vendetta per motivi personali, oppure dietro c’è una questione legata all’attività dei due.
Fino a ieri sera tardi, nell'autosalone sono rimasti gli agenti della polizia scientifica di Alberto Intini per eseguire i rilievi alla ricerca di eventuali tracce. La polizia ha anche ascoltato i vicini e gli altri commercianti, ma nessuno si è accorto del massacro che avveniva dietro le vetrate chiuse dell’autosalone.
E’ probabile che l’assassino sia entrato nella concessionaria insieme ai proprietari, perché il cartello ”torno subito” non è stato più tolto. Li ha aspettati dal pranzo, ed è arrivato già armato. dopo il massacro è scappato portandosi via anche l’arma del delitto.
Da IlMessaggero.it cronaca di Roma del 23.12.08
Agguato autosalone, minacce alle vittime
L'arma potrebbe essere un martello
Articolo di Paola Vuolo
ROMA (23 dicembre) - Massacrati a colpi in testa: Alessandro De Antonis, 42 anni, e il nipote Massimiliano Patis, 38, titolari di un autosalone nel quartiere residenziale della Balduina, non hanno avuto nemmeno il tempo di chiedere aiuto. Massimiliano è stato ferito a morte, suo zio è gravissimo, gli inquirenti cercano il movente di questo agguato che non ha ancora un vero perché. Zio e nipote non hanno precedenti, i loro nomi risultano «sconosciuti» agli archivi della polizia, l’autosalone ”Automobili A M” in via Tito Livio, una strada tranquilla con pochi negozi, è stato aperto tre anni fa, dopo che Alessandro e Massimiliano avevano chiuso la concessionaria di via Mattia Battistini, in una zona meno elegante della capitale. Gli affari però non andavano molto bene neanche adesso, e sembra che i due ultimamente siano stati anche minacciati.
Chi ha progettato l’agguato e perché? Gli investigatori della Mobile guidati da Vittorio Rizzi per ora non escludono nessuna ipotesi. La pista meno probabile però sembra quella della rapina, chi ha colpito zio e nipote voleva dargli probabilmente una lezione, e forse non è stata nemmeno una sola persona.
Massimiliano e Alessandro sono stati colpiti tra le 13.30 e le 14. All’ora di pranzo, zio e nipote sono andati a mangiare una pizzetta in un forno di piazzale delle Medaglie D’oro, «sono arrivati verso l’una e un quarto - dice Nicola, il titolare del forno, erano tranquilli come sempre, hanno mangiato in fretta e mi hanno salutato. Li conosco perché vengono spesso da me, una volta hanno portato pure tutta la famiglia».
Zio e nipote mangiano la pizza, ed escono dal locale per tornare al salone, come tutti i giorni fanno da tre anni, non sanno che stanno scivolando dalla quotidianità all’orrore. Alle 14 sono di nuovo in via Tito Livio, alle 14.30 un cliente passa dall’autosalone, vede il cartello sulla vetrina con su scritto ”torno subito”, ma la porta a vetri è socchiusa e a terra, vicino all’ingresso, ci sono macchie di sangue, l’uomo preoccupato entra e gli si ferma il cuore in gola. Massimiliano e Alessandro sono a terra ricoperti di sangue, hanno la testa fracassata, l’uomo chiama il 113. Zio e nipote vengono trasportati al Policlinico Gemelli e al Santo Spirito, Massimiliano non ce la fa: i colpi gli hanno fracassato la testa, Alessandro viene operato d’urgenza, al Policlinico arriva in arresto cardiaco, ora lotta tra la vita e la morte.
La polizia non ha trovato l’arma usata per colpire i due, ma probabilmente il massacro è stato fatto con un martello o con un cric. Secondo il referto dei medici del Santo Spirito, il colpo alla tempia di Massimiliano non è dovuta ad un proiettile, perché dalla Tac non risultano il foro di entrata e quello di uscita.
Gli investigatori indagano nella vita privata delle vittime, Massimiliano è il nipote dell’ex moglie di Alessandro, e lavoravano insieme da anni. Ieri i poliziotti hanno anche perquisito le loro abitazioni in cerca di un indizio che potrebbe portarli sulle tracce dell’assassino o degli assassini di Massimiliano Patis e di chi ha ridotto in fin di vita suo zio. Per gli investigatori della Mobile l’omicidio probabilmente non era premeditato. I due dovevano solo avere una lezione, forse una vendetta per motivi personali, oppure dietro c’è una questione legata all’attività dei due.
Fino a ieri sera tardi, nell'autosalone sono rimasti gli agenti della polizia scientifica di Alberto Intini per eseguire i rilievi alla ricerca di eventuali tracce. La polizia ha anche ascoltato i vicini e gli altri commercianti, ma nessuno si è accorto del massacro che avveniva dietro le vetrate chiuse dell’autosalone.
E’ probabile che l’assassino sia entrato nella concessionaria insieme ai proprietari, perché il cartello ”torno subito” non è stato più tolto. Li ha aspettati dal pranzo, ed è arrivato già armato. dopo il massacro è scappato portandosi via anche l’arma del delitto.
lunedì 22 dicembre 2008
Roma: omicidio in autosalone/3
Da Il Giornale.it del 22.12.2008
Sparatoria a Monte Mario: un morto nell'autosalone
dalla Redazione
Roma - Fuori dalla concessionaria un biglietto: "Torno subito". Macchie di sangue per terra. Così un cliente, che aveva appuntamento con il titolare della concessionaria di viale Titolo Livio 60, a Monte Mario, ha scoperto due uomini in condizioni gravissime. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso le vittime: una è stata portata al Santo Spirito dove l’hanno sottoposta ad intervento chirurgico mentre l’altra è stato trasportato al Gemelli. Sul posto sono presenti gli agenti della polizia della squadra mobile e del commissariato Monte Mario. Secondo quanto si apprende, le due persone trovate ferite alla testa nella concessionaria di auto sono zio e nipote ed entrambi italiani. Il più giovane dei due è morto in ospedale.
Da IlMessaggero.it del 22.12.2008
Uomo ucciso in autosalone a Roma,
in gravissime condizioni un parente
I due sono stati trovati da un cliente in una pozza di sangue
Entrambi avevano profonde ferite sul cranio
ROMA (22 dicembre) - E' morto uno dei due uomini feriti oggi pomeriggio a Roma all'interno di un autosalone in via Tito Livio, nella zona Balduina, a Roma. La vittima si chiamava Massimiliano Patis e aveva 38 anni. Con lui c'era Alessandro De Antonis, 42 anni, suo parente, ricoverato in gravissime condizioni al policlinico Gemelli, dove è arrivato in arresto cardiaco e con profonde ferite alla testa: l'uomo è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico.
Vani, invece, i tentativi di salvare Patis da parte dei medici dell'ospedale Santo Spirto, dove la vittima era arrivata con profonde ferite al cranio: l'uomo è morto durante l'intervento chirurgico.
Inizialmente si era parlato di un'aggressione a base di colpi di arma da fuoco. In realtà i due sono stati colpiti ripetutamente con un corpo contundente: gli inquirenti pensano che possa trattarsi di un martello. La certezza di quale oggetto abbia usato l'assassino potrebbe arrivare solo dopo un
primo esame del medico legale. I medici che hanno operato Patis hanno escluso che a fracassargli la
tempia di Patis possa essere stato un proiettile. Gli investigatori della squadra mobile, che hanno
avviato una serie di accertamenti, sembrano essere orientati verso un omicidio "d'impeto" e non ad
azione premeditata.
Le due vittime dell'aggressione, titolari dell'autosalone "Auto A. M.", sono state trovate riverse in una pozza di sangue da un cliente che aveva un appuntamento alle 16.30. Sulla porta l'uomo ha trovato il cartello "torno subito", ma la porta era aperta e c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito, è entrato e ha trovato i due uomini.
Gli investigatori della polizia non escludono alcuna ipotesi: una rapina finita in tragedia (che comunque sembra improbabile, visto che nei concessionari auto non ci sono casse con denaro contante), un regolamento di conti, un giro di racket o di droga. Gli investigatori scavano nel passato dei due.
Sparatoria a Monte Mario: un morto nell'autosalone
dalla Redazione
Roma - Fuori dalla concessionaria un biglietto: "Torno subito". Macchie di sangue per terra. Così un cliente, che aveva appuntamento con il titolare della concessionaria di viale Titolo Livio 60, a Monte Mario, ha scoperto due uomini in condizioni gravissime. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso le vittime: una è stata portata al Santo Spirito dove l’hanno sottoposta ad intervento chirurgico mentre l’altra è stato trasportato al Gemelli. Sul posto sono presenti gli agenti della polizia della squadra mobile e del commissariato Monte Mario. Secondo quanto si apprende, le due persone trovate ferite alla testa nella concessionaria di auto sono zio e nipote ed entrambi italiani. Il più giovane dei due è morto in ospedale.
Da IlMessaggero.it del 22.12.2008
Uomo ucciso in autosalone a Roma,
in gravissime condizioni un parente
I due sono stati trovati da un cliente in una pozza di sangue
Entrambi avevano profonde ferite sul cranio
ROMA (22 dicembre) - E' morto uno dei due uomini feriti oggi pomeriggio a Roma all'interno di un autosalone in via Tito Livio, nella zona Balduina, a Roma. La vittima si chiamava Massimiliano Patis e aveva 38 anni. Con lui c'era Alessandro De Antonis, 42 anni, suo parente, ricoverato in gravissime condizioni al policlinico Gemelli, dove è arrivato in arresto cardiaco e con profonde ferite alla testa: l'uomo è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico.
Vani, invece, i tentativi di salvare Patis da parte dei medici dell'ospedale Santo Spirto, dove la vittima era arrivata con profonde ferite al cranio: l'uomo è morto durante l'intervento chirurgico.
Inizialmente si era parlato di un'aggressione a base di colpi di arma da fuoco. In realtà i due sono stati colpiti ripetutamente con un corpo contundente: gli inquirenti pensano che possa trattarsi di un martello. La certezza di quale oggetto abbia usato l'assassino potrebbe arrivare solo dopo un
primo esame del medico legale. I medici che hanno operato Patis hanno escluso che a fracassargli la
tempia di Patis possa essere stato un proiettile. Gli investigatori della squadra mobile, che hanno
avviato una serie di accertamenti, sembrano essere orientati verso un omicidio "d'impeto" e non ad
azione premeditata.
Le due vittime dell'aggressione, titolari dell'autosalone "Auto A. M.", sono state trovate riverse in una pozza di sangue da un cliente che aveva un appuntamento alle 16.30. Sulla porta l'uomo ha trovato il cartello "torno subito", ma la porta era aperta e c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito, è entrato e ha trovato i due uomini.
Gli investigatori della polizia non escludono alcuna ipotesi: una rapina finita in tragedia (che comunque sembra improbabile, visto che nei concessionari auto non ci sono casse con denaro contante), un regolamento di conti, un giro di racket o di droga. Gli investigatori scavano nel passato dei due.
Roma: omicidio in autosalone /2
Da IlCorrieredell sera.it del 22.12.08
CLIENTE TROVA PORTA DEL LOCALE APERTA MA CON SCRITTA «TORNO SUBITO». POI DÀ L'ALLARME
Giallo in un autosalone di Roma
Aggrediti i due titolari: uno è morto
I due trovati in una pozza di sangue nel locale in zona Monte Mario. Deceduto il più giovane
ROMA - Un morto e un ferito: questo l'esito di una misteriosa aggressione avvenuta lunedì pomeriggio in un autosalone di via Tito Livio, a Roma, zona Monte Mario. I due titolari della concessionaria, legati tra loro da legami di parentela, sono stati trovati in gravissime condizioni all'interno dell'autosalone: presentavano ferite profonde alla testa, provocate da un corpo contundente (forse un martello o un cric). Inizialmente si era parlato di ferite di arma da fuoco. Entrambi in codice rosso sono stati trasferiti in due ospedali, al Santo Spirito e al Policlinico Gemelli. Uno dei due, il più giovane, è deceduto al Santo Spirito: l'uomo, il 38enne Massimiliano Patis, presentava profonde ferite al cranio. Vano il tentativo di salvarlo con un intervento chirurgico.
LA DINAMICA- A scoprire i due uomini feriti è stato un cliente dell'autosalone che aveva appuntamento con il proprietario. Giunto sul posto, l'uomo ha trovato il cartello «Torno subito» sulla porta dell'autosalone, ma la porta era aperta e, soprattutto c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito, è entrato ed ha trovato i due corpi, quello di Patis e quello di Alessandro de Antonis, 42 anni, riversi in una pozza di sangue. L'uomo ha chiamato immediatamente la polizia e sul posto sono intervenuti la Squadra Mobile e il 118.
LE IPOTESI - Gli investigatori della mobile romana, che hanno avviato una serie di accertamenti anche sulla vita privata dei due uomini, sembrano essere orientati verso un omicidio «d'impeto» e non verso una azione premeditata. La polizia ha già ascoltato alcune persone, ad esempio altri commercianti della via, molto tranquilla e residenziale, per capire se qualcuno ha notato movimenti sospetti o persone che fuggivano. Tutte aperte, al momento, le ipotesi investigative. Dalla lite finita in tragedia, alla rapina o anche ad regolamento di conti.
Da LaRepubblica.it del 22.12.2008
Le vittime erano i titolari, zio e nipote. Massimiliano Papis, 38 anni, non ha superato l'operazione a cui lo hanno sottoposto. Alessandro De Antonis, 42 anni, è in sala operatoria
Roma, aggressione in un autosalone
Un uomo morto e un altro ferito grave
ROMA - Sangue alla Balduina, quartiere residenziale di Roma. Un morto e un ferito grave in un'aggressione avvenuta in una concessionaria di auto di via Tito Livio. Le vittime, zio e nipote, erano i titolari dell'autosalone. Massimiliano Papis, 38 anni, è morto dopo essere stato portato in ospedale: aveva una ferita profonda alla testa, inutile la delicata operazione a cui lo hanno sottoposto i medici. Mentre Alessandro De Antonis, 42 anni, lotta per la vita in sala operatoria, al Policlinico Gemelli.
In un primo momento si era creduto avessero riportato ferite da arma da fuoco. Invece, sembra che entrambi siano stati colpiti al capo con un martello o un corpo contundente.
A vedere i due uomini, riversi in una pozza di sangue, un cliente che aveva un appuntamento nel pomeriggio e ha trovato il negozio chiuso con il biglietto "Torno subito". Ma, insospettito dalla porta aperta e da alcune macchie di sangue all'ingresso, è entrato e ha visto i due titolari a terra. Ha chiamato il 118, che li ha trasportati in due ospedali diversi, il Santo Spirito e il Policlinico Gemelli.
Gli inquirenti stanno indagando. Dalle prime rivelazioni, sembra che l'ipotesi rapina sia da scartare. Più probabili motivi personali o questioni di soldi.
Le vittime non sono molto conosciute nel quartiere. Da tre anni gestiscono la concessionaria di auto di lusso in una via poco frequentata. Il proprietario della pizzeria di fronte all'autosalone ha raccontato che oggi, verso le 13.30, i due uomini hanno pranzato nel suo locale.
CLIENTE TROVA PORTA DEL LOCALE APERTA MA CON SCRITTA «TORNO SUBITO». POI DÀ L'ALLARME
Giallo in un autosalone di Roma
Aggrediti i due titolari: uno è morto
I due trovati in una pozza di sangue nel locale in zona Monte Mario. Deceduto il più giovane
ROMA - Un morto e un ferito: questo l'esito di una misteriosa aggressione avvenuta lunedì pomeriggio in un autosalone di via Tito Livio, a Roma, zona Monte Mario. I due titolari della concessionaria, legati tra loro da legami di parentela, sono stati trovati in gravissime condizioni all'interno dell'autosalone: presentavano ferite profonde alla testa, provocate da un corpo contundente (forse un martello o un cric). Inizialmente si era parlato di ferite di arma da fuoco. Entrambi in codice rosso sono stati trasferiti in due ospedali, al Santo Spirito e al Policlinico Gemelli. Uno dei due, il più giovane, è deceduto al Santo Spirito: l'uomo, il 38enne Massimiliano Patis, presentava profonde ferite al cranio. Vano il tentativo di salvarlo con un intervento chirurgico.
LA DINAMICA- A scoprire i due uomini feriti è stato un cliente dell'autosalone che aveva appuntamento con il proprietario. Giunto sul posto, l'uomo ha trovato il cartello «Torno subito» sulla porta dell'autosalone, ma la porta era aperta e, soprattutto c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito, è entrato ed ha trovato i due corpi, quello di Patis e quello di Alessandro de Antonis, 42 anni, riversi in una pozza di sangue. L'uomo ha chiamato immediatamente la polizia e sul posto sono intervenuti la Squadra Mobile e il 118.
LE IPOTESI - Gli investigatori della mobile romana, che hanno avviato una serie di accertamenti anche sulla vita privata dei due uomini, sembrano essere orientati verso un omicidio «d'impeto» e non verso una azione premeditata. La polizia ha già ascoltato alcune persone, ad esempio altri commercianti della via, molto tranquilla e residenziale, per capire se qualcuno ha notato movimenti sospetti o persone che fuggivano. Tutte aperte, al momento, le ipotesi investigative. Dalla lite finita in tragedia, alla rapina o anche ad regolamento di conti.
Da LaRepubblica.it del 22.12.2008
Le vittime erano i titolari, zio e nipote. Massimiliano Papis, 38 anni, non ha superato l'operazione a cui lo hanno sottoposto. Alessandro De Antonis, 42 anni, è in sala operatoria
Roma, aggressione in un autosalone
Un uomo morto e un altro ferito grave
ROMA - Sangue alla Balduina, quartiere residenziale di Roma. Un morto e un ferito grave in un'aggressione avvenuta in una concessionaria di auto di via Tito Livio. Le vittime, zio e nipote, erano i titolari dell'autosalone. Massimiliano Papis, 38 anni, è morto dopo essere stato portato in ospedale: aveva una ferita profonda alla testa, inutile la delicata operazione a cui lo hanno sottoposto i medici. Mentre Alessandro De Antonis, 42 anni, lotta per la vita in sala operatoria, al Policlinico Gemelli.
In un primo momento si era creduto avessero riportato ferite da arma da fuoco. Invece, sembra che entrambi siano stati colpiti al capo con un martello o un corpo contundente.
A vedere i due uomini, riversi in una pozza di sangue, un cliente che aveva un appuntamento nel pomeriggio e ha trovato il negozio chiuso con il biglietto "Torno subito". Ma, insospettito dalla porta aperta e da alcune macchie di sangue all'ingresso, è entrato e ha visto i due titolari a terra. Ha chiamato il 118, che li ha trasportati in due ospedali diversi, il Santo Spirito e il Policlinico Gemelli.
Gli inquirenti stanno indagando. Dalle prime rivelazioni, sembra che l'ipotesi rapina sia da scartare. Più probabili motivi personali o questioni di soldi.
Le vittime non sono molto conosciute nel quartiere. Da tre anni gestiscono la concessionaria di auto di lusso in una via poco frequentata. Il proprietario della pizzeria di fronte all'autosalone ha raccontato che oggi, verso le 13.30, i due uomini hanno pranzato nel suo locale.
Roma: omicidio in autosalone
Dalla cronaca di oggi selezioniamo ancora un'aggressione, questa volta a Roma in un autosalone con un morto e un ferito. Entrambi gli episodi , sia quello di Torino relativo all'aggressione delle due bidelle, che quello di Roma sono avvenuti sul luogo di lavoro delle vittime. Oltre agli infortuni mortali, anche violenze inspiegabili possono rendere pericoloso , se non mortale il luogo di lavoro.
Dall'agenzia Adnkronos del 22.12.08 ore 22.00
In via Tito Livio, nel quartiere Prati
Roma, aggressione in un autosalone: un morto
Due uomini trovati agonizzanti e uno non ce l'ha fatta. Entrambi sono stati rinvenuti all'interno del negozio, riversi in terra in una pozza di sangue e con numerose ferite alla testa
ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 22:00
Roma, 22 dic. (Adnkronos/Ign) - Due uomini sono stati trovati in una pozza di sangue con delle ferite alla testa in un autosalone in via Tito Livio 60, a Roma. Soccorsi, entrambi sono stati trasportati in ospedale in codice rosso. Uno dei due è morto all'ospedale Santo Spirito, l'altro è ricoverato al Gemelli. A lanciare l'allarme alla Polizia un uomo che, secondo quanto ha raccontato agli agenti, aveva un appuntamento col titolare dell'autosalone.
L'uomo, sempre secondo quanto ha riferito, è arrivato all'autosalone ma ha trovato un cartello con scritto 'torno subito'. Tuttavia, insospettito da alcune tracce di sangue a terra, è entrato trovando a terra i due uomini, feriti alla testa. Secondo quanto fa sapere la polizia, i locali, privi di telecamere, non erano a soqquadro. Sul posto gli agenti della squadra mobile di Roma e del commissariato Monte Mario.
Dall'agenzia Ansa.it del 22.12.08 ore 21.52
AGGRESSIONE IN AUTOSALONE A ROMA: UN MORTO E UN FERITO
ROMA - I loro corpi riversi in una pozza di sangue: così sono stati trovati oggi pomeriggio due uomini, titolari di un autosalone in via Tito Livio, al quartiere Prati a Roma. Il più giovane dei due, Massimiliano Patis di 38 anni, é morto poche ore dopo in ospedale mentre i medici tentavano di salvargli la vita. Ma la ferita alla testa era molto profonda.
Lotta invece tra la vita e morte un parente di Patis, Alessandro de Antonis, 42 anni, anche lui ferito alla testa ed operato in serata al policlinico Gemelli, dove era arrivato in arresto cardiaco.
Ancora avvolta 'nel buio', come ha detto un investigatore della squadra mobile di Roma, tutta la ricostruzione di quanto avvenuto nell'autosalone. E dopo una prima ipotesi che a ferire i due parenti fossero stati alcuni colpi d'arma da fuoco, la polizia si è convinta invece che l'assassino abbia usato un oggetto contundente, come un martello o un cric. A confortare la tesi della polizia c'é la valutazione dei medici dell'ospedale Santo Spirito, che hanno operato Patis, i quali hanno escluso che a fracassare la tempia dell'uomo possa essere stato un proiettile.
A sciogliere i dubbi sarà comunque il medico legale che in nottata potrebbe fare un primo esame del cadavere. Gli investigatori della mobile romana, che hanno avviato una serie di accertamenti anche sulla vita privata dei due uomini, sembrano essere orientati verso un omicidio 'd'impetò e non verso una azione premeditata. A trovare i due feriti è stato un cliente dell'autosalone che aveva un appuntamento alla 16.30.
Sulla porta l'uomo ha trovato il cartello 'torno subito' ma la porta era aperta e, soprattutto c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito è entrato ed ha trovato i due corpi riversi in una pozza di sangue. Il cliente ha quindi chiamato la polizia. Nell'autosalone sono arrivati gli investigatori della squadra mobile e i colleghi della polizia scientifica che stanno ancora effettuando i rilievi alla ricerca di eventuali tracce lasciate dall'assassino.
La polizia sta anche ascoltando alcune persone, ad esempio altri commercianti della via, molto tranquilla e residenziale, per capire se qualcuno ha notato movimenti sospetti o persone che fuggivano. Tutte aperte, al momento, le ipotesi investigative. Dalla lite finita in tragedia, alla rapina o anche ad regolamento di conti. Le prossime ore saranno preziose per raccogliere particolari utili sulla vita dei due titolati dell'autosalone.
Dall'agenzia Adnkronos del 22.12.08 ore 22.00
In via Tito Livio, nel quartiere Prati
Roma, aggressione in un autosalone: un morto
Due uomini trovati agonizzanti e uno non ce l'ha fatta. Entrambi sono stati rinvenuti all'interno del negozio, riversi in terra in una pozza di sangue e con numerose ferite alla testa
ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 22:00
Roma, 22 dic. (Adnkronos/Ign) - Due uomini sono stati trovati in una pozza di sangue con delle ferite alla testa in un autosalone in via Tito Livio 60, a Roma. Soccorsi, entrambi sono stati trasportati in ospedale in codice rosso. Uno dei due è morto all'ospedale Santo Spirito, l'altro è ricoverato al Gemelli. A lanciare l'allarme alla Polizia un uomo che, secondo quanto ha raccontato agli agenti, aveva un appuntamento col titolare dell'autosalone.
L'uomo, sempre secondo quanto ha riferito, è arrivato all'autosalone ma ha trovato un cartello con scritto 'torno subito'. Tuttavia, insospettito da alcune tracce di sangue a terra, è entrato trovando a terra i due uomini, feriti alla testa. Secondo quanto fa sapere la polizia, i locali, privi di telecamere, non erano a soqquadro. Sul posto gli agenti della squadra mobile di Roma e del commissariato Monte Mario.
Dall'agenzia Ansa.it del 22.12.08 ore 21.52
AGGRESSIONE IN AUTOSALONE A ROMA: UN MORTO E UN FERITO
ROMA - I loro corpi riversi in una pozza di sangue: così sono stati trovati oggi pomeriggio due uomini, titolari di un autosalone in via Tito Livio, al quartiere Prati a Roma. Il più giovane dei due, Massimiliano Patis di 38 anni, é morto poche ore dopo in ospedale mentre i medici tentavano di salvargli la vita. Ma la ferita alla testa era molto profonda.
Lotta invece tra la vita e morte un parente di Patis, Alessandro de Antonis, 42 anni, anche lui ferito alla testa ed operato in serata al policlinico Gemelli, dove era arrivato in arresto cardiaco.
Ancora avvolta 'nel buio', come ha detto un investigatore della squadra mobile di Roma, tutta la ricostruzione di quanto avvenuto nell'autosalone. E dopo una prima ipotesi che a ferire i due parenti fossero stati alcuni colpi d'arma da fuoco, la polizia si è convinta invece che l'assassino abbia usato un oggetto contundente, come un martello o un cric. A confortare la tesi della polizia c'é la valutazione dei medici dell'ospedale Santo Spirito, che hanno operato Patis, i quali hanno escluso che a fracassare la tempia dell'uomo possa essere stato un proiettile.
A sciogliere i dubbi sarà comunque il medico legale che in nottata potrebbe fare un primo esame del cadavere. Gli investigatori della mobile romana, che hanno avviato una serie di accertamenti anche sulla vita privata dei due uomini, sembrano essere orientati verso un omicidio 'd'impetò e non verso una azione premeditata. A trovare i due feriti è stato un cliente dell'autosalone che aveva un appuntamento alla 16.30.
Sulla porta l'uomo ha trovato il cartello 'torno subito' ma la porta era aperta e, soprattutto c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito è entrato ed ha trovato i due corpi riversi in una pozza di sangue. Il cliente ha quindi chiamato la polizia. Nell'autosalone sono arrivati gli investigatori della squadra mobile e i colleghi della polizia scientifica che stanno ancora effettuando i rilievi alla ricerca di eventuali tracce lasciate dall'assassino.
La polizia sta anche ascoltando alcune persone, ad esempio altri commercianti della via, molto tranquilla e residenziale, per capire se qualcuno ha notato movimenti sospetti o persone che fuggivano. Tutte aperte, al momento, le ipotesi investigative. Dalla lite finita in tragedia, alla rapina o anche ad regolamento di conti. Le prossime ore saranno preziose per raccogliere particolari utili sulla vita dei due titolati dell'autosalone.
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