All'inizio di quest'anno avevamo dedicato spazio alla vicenda dello stupro di Capodanno alla Fiera di Roma, in particolare al movimento di indignazione popolare che si era connesso a vicende politiche, in primo luogo al governo della città assediata dal crimine. Ora a distanza di sei mesi la sentenza emessa con il rito abbreviato che dà diritto ad uno sconto di un terzo della pena che in questo caso è di 2 anni e 8 mesi.
I commenti dei lettori agli articoli sull'argomento apparsi su varie testate on line oscillano dall'indignazione per la leggerezza della pena, ad un sentimento di dubbio sulla reputazione status morale della vittima , ad un richiamo da parte di pochi ad un attenta lettura delle informazioni prima di esprimere opinioni, ribadendo il concetto che i giudizi si possano esprimere solo in aule di tribunali ad opera di un giudice.
Raccolgo gli articoli più significativi per sottoporli alla vostra riflessione
Dall'agenzia Ansa
2009-06-15 17:53
STUPRO DI CAPODANNO: PER FRANCESCHINI 2 ANNI 8 MESI
ROMA - Due anni e otto mesi di reclusione. E' la condanna che il gup di Roma, Luigi Fiasconaro, ha inflitto a Davide Franceschini, il giovane di 22 anni di Fiumicino che confessò di essere il responsabile dello stupro di Capodanno ai danni una ragazza di 25, durante una festa alla Fiera di Roma. Lesioni gravi psicologiche e fisiche, nonché violenza sessuale, sono i reati per i quali il giovane è stato condannato al termine del rito abbreviato. Dovrà pagare 10mila euro di provvisionale alla parte offesa e 3mila al comune di Roma.
Il pm Vincenzo Barba aveva chiesto una pena di 4 anni di carcere per lesioni gravissime e violenza sessuale. Il reato di violenza sessuale prevede una pena dai cinque ad un massimo di dieci anni di reclusione. Anche dalla vicenda di Franceschini e dalla sua scarcerazione disposta dal gip alcuni giorni dopo la violenza (il pm diede parere favorevole) scaturì il cosiddetto Decreto antistupri varato dal governo che prevede la carcerazione preventiva per questo tipo di reati.
Franceschini fu arrestato il 23 gennaio scorso dalla squadra mobile di Roma; tornò in libertà il 20 marzo dopo che il gip ritenne non più sussistenti le esigenze di custodia cautelare (il pm al tempo espresse parere contrario). Tornò poi in carcere per effetto del decreto antistupri. Fu lo stesso Francechini a confessare lo stupro, giustificandosi con l'aver agito sotto l'effetto di droga e alcol.
Da LaRepubblica.it del 15.06.09
Accadde la notte di San Silvestro durante la festa organizzata alla Fiera
Arrestato, scarcerato, rinchiuso a Regina Coeli per il decreto antistupri, è tornato libero
Roma, condanna per lo stupro di Capodanno
Due anni e otto mesi al violentatore
ROMA - Condannato per violenza sessuale il giovane che abusò di una ragazza durante la festa di Capodanno alla Fiera di Roma. Due anni e otto mesi di reclusione inflitti a Davide Franceschini, 22 anni di Fiumicino, che confessò di essere il responsabile dello stupro: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti".
Al termine del rito abbreviato, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento. "E' una sentenza equilibrata", ha ammesso l'avvocato dell'imputato. Il pm Vincenzo Barba aveva chiesto una pena più severa: 4 anni.
Quella sera, alla Fiera di Roma, Davide fu intervistato da una troupe televisiva di Studio Aperto. Gli domandarono se voleva lanciare un messaggio ai giovani: "Sì che lo voglio fare", rispose. "Nel 2009 c'è da divertirsi, ma ragazzi, date retta a me: non bevete e non fate cose strane". Qualche ora dopo, in un angolo isolato della Fiera, aggredì la ragazza, "ma avevo bevuto", tentò di giustificarsi con il giudice.
Franceschini era stato messo agli arresti domiciliari pochi giorni dopo la violenza, riportato in cella per il cosiddetto Decreto antistupri che prevede la carcerazione preventiva per questo tipo di reati, e rimesso infine in libertà dopo quattro giorni. Stamane il ragazzo era in aula. Al suo fianco, come sempre, la madre convinta, anche dopo la condanna, che suo "figlio è innocente".
"Me lo avevano detto che le difese degli stupratori dicono sempre che le donne erano consenzienti o che sono delle provocatrici. Io non ci credevo, non volevo crederci. Pensavo che non esistessero persone così cattive, invece è successo anche a me". Lo scriveva la ragazza stuprata tre mesi dopo la violenza, in una lettera aperta a Repubblica. "Oggi ho paura di tutto. Ho paura di camminare da sola. Ho paura del buio, ho paura del mio futuro. Lo so che non mi debbo vergognare, ma non è facile. Potrò dimenticare? Potrò ritornare a fare una vita normale?"
Da Corrieredellasera.it del 15.06.09
Stupro di Capodanno, Franceschini
condannato a 2 anni e 8 mesi
I reati contestati: lesioni gravi psicologiche e fisiche,
e violenza sessuale. Il pm aveva chiesto 4 anni di carcere
ROMA (15 giugno) - Due anni e otto mesi di reclusione. È la condanna che il gup di Roma, Luigi Fiasconaro, ha inflitto a Davide Franceschini, il giovane di 22 anni di Fiumicino che confessò di essere il responsabile dello stupro di Capodanno ai danni una ragazza di 25, durante una festa alla Fiera di Roma.
I reati contestati sono lesioni gravi psicologiche e fisiche,e violenza sessuale. Franceschini dovrà pagare 10mila euro di provvisionale alla parte offesa e 3mila al comune di Roma.
Il pm Vincenzo Barba aveva chiesto una pena di 4 anni di carcere per lesioni gravissime e violenza sessuale. Il reato di violenza sessuale prevede una pena dai cinque ad un massimo di dieci anni di reclusione.
Franceschini fu arrestato il 23 gennaio scorso dalla squadra mobile di Roma; tornò in libertà il 20 marzo dopo che il gip ritenne non più sussistenti le esigenze di custodia cautelare (il pm al tempo espresse parere contrario). Tornò poi in carcere per effetto del decreto antistupri. Fu lo stesso Francechini a confessare lo stupro, giustificandosi con l'aver agito sotto l'effetto di droga e alcol.
«Il gup ha oggi riconosciuto che la mia assistita è stata vittima di violenza sessuale e lesioni. Siamo soddisfatti di questa sentenza. La ragazza ha preso atto che il suo violentatore pagherà e ha un senso di liberazione». È il commento dell'avvocato Fabrizio Federici, legale della ragazza. «Anche la mia assistita - ha aggiunto - è soddisfatta della sentenza, perchè è stata rivalutata la sua posizione dopo che era stato detto che si era inventata tutto e che era consenziente. Nel corso dell'udienza ha anche dovuto rispondere ad alcune precisazioni richieste dal giudice. Ha pianto perchè per lei è ancora una sofferenza viva e ripercorrere quei ricordi le è sempre doloroso».
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lunedì 15 giugno 2009
lunedì 26 gennaio 2009
La vittima di violenza a Roma: "Mi faccio giustizia da sola"
Da LaRepubblica .it del 26.01.2009
La ragazza dopo la decisione di concedere i domiciliari a Davide Franceschini
"Perché hanno liberato il mio aguzzino? Se la vittima fosse la figlia del giudice..."
La rabbia di Gaia, violentata a Capodanno
"Se non fanno giustizia, me la faccio da sola"
ROMA - "Se non fanno giustizia come si deve io giustizia me la faccio da sola. Se avessero fatto alla figlia del giudice quello che quel mostro ha fatto a me, volevo vedere cosa sarebbe successo". Gaia ha la voce strozzata dalla rabbia. La barista dei Castelli Romani, violentata in un bagno chimico alla Fiera di Roma, durante il veglione di Capodanno, ha risposto con indignazione e dolore, nel corso di un'intervista rilasciata a Studio Aperto, alla decisione del gip di concedere gli arresti domiciliari a Davide Franceschini, 22 anni, il suo stupratore. Ha 23 anni e l'idea della vendetta diventa il suo modo per chiedere giustizia.
Sotto shock per la decisione del magistrato, interpretata non come provvedimento restrittivo ma come un riconoscimento di non colpevolezza, i genitori della giovane vittima. "Poi dicono che la gente si fa giustizia con le sue mani - ha gridato la mamma di Gaia fuori dalla sua abitazione - perché non si è pentito subito, perché non si è costituito prima? Questo mi dovete dire. Dopo tutto quello che ha subìto anche questa altra umiliazione, povera figlia mia. Non è possibile un fatto del genere". "Non cerchiamo vendetta - ha detto invece lo zio - ma solo giustizia".
"Quello l'ha presa per il collo e a momenti l'ammazza mia figlia - rincara invece la dose il papà della giovane barista - è uno schifo, uno schifo vero. Sta succedendo un macello in giro per Roma e tu giudice lo cacci subito fuori? A me ha rovinato una figlia questo qui. Ma io l'ho detto: lui tutte le sere quando va a dormire deve pensare, "ma domani cosa mi potrà succedere?" tutte le sere lo deve pensare, per tutta la vita. Si può sposare, avere dei figli, tanto io non dimentico, io lo aspetto".
Intanto la procura di Roma sta valutando se chiedere il giudizio immediato per Davide Franceschini, panettiere di Fiumicino. Il pm Vincenzo Barba farà oggi un punto della situazione con il procuratore capo Giovanni Ferrara. Ma alla luce della confessione di Franceschini, da sabato agli arresti domiciliari, l'ipotesi di un ricorso al giudizio immediato, ossia di un processo in tempi rapidi, appare assai concreta. Un'eventualità di questo genere sarà comunque subordinata alla conclusione degli accertamenti tecnici. Tra questi il prelievo di eventuali tracce biologiche dalla biancheria intima della ragazza ed il loro confronto con quelle che si dovessero trovare sulla felpa di Franceschini.
"La giustizia deve fare il suo corso - ha detto la mamma del panettiere agli arresti domiciliari - e per questo noi non vogliamo parlare e non rispondiamo alle affermazioni forti del papà della ragazza". Il gip ha ritenuto che la confessione del giovane, il fatto che sia incensurato e il pentimento mostrato per quanto avvenuto giustificassero la sua scarcerazione. In carcere Franceschini, così come aveva fatto davanti agli agenti della squadra mobile capitolina, ha ribadito di aver stuprato la giovane sotto l'effetto di un mix di alcool e droga.
(Articolo di Federica Angeli e Flaminia Savelli)
Da IlGiorno.it del 26.01.2009
LO STUPRO DI CAPODANNO
La vittima: "Mi faccio giustizia da sola"
La ragazza vittima della violenza sessuale a Roma commenta la decisione di concedere gli arresti domiciliari al suo aggressore
Roma, 25 gennaio 2009 - “Se non si sbrigano a fare quello che devono fare, io giustizia me la faccio da sola”. Dopo la decisione di concedere al suo violentatore gli arresti domiciliari, la ragazza che la notte di capodanno ha subito una violenza a Roma, nei pressi della Fiera, commenta la vicenda in esclusiva ai microfoni di Studio Aperto.
”Tu ci devi scrivere sul giornale che se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la faccio da sola. Cosa direi al giudice? Gli direi - prosegue - che se l’avessero fatto a sua figlia vorrei vedere cosa faceva”.
A Studio Aperto interviene anche la mamma: “E’ una vergogna, tutti sono sconcertati di questo fatto perché non è possibile, dicono che c’è giustizia ma dov’è la giustizia? Mia figlia è distruttissima dopo tutto quello che ha subito anche questa umiliazione, non è possibile un fatto del genere”.
Il padre, infine, parla anche di una giustizia personale: “E’ uno schifo, ma vedi cosa sta succedendo in questi giorni a Roma e tu lo cacci subito fuori? Io ho detto che lui tutte le sere quando va a dormire deve pensare ‘domani che cosa mi può succedere?’, tutte le sere per tutta la vita. Si può sposare, avere dei figli: tanto io lo aspetto, non c’è problema”.
La ragazza dopo la decisione di concedere i domiciliari a Davide Franceschini
"Perché hanno liberato il mio aguzzino? Se la vittima fosse la figlia del giudice..."
La rabbia di Gaia, violentata a Capodanno
"Se non fanno giustizia, me la faccio da sola"
ROMA - "Se non fanno giustizia come si deve io giustizia me la faccio da sola. Se avessero fatto alla figlia del giudice quello che quel mostro ha fatto a me, volevo vedere cosa sarebbe successo". Gaia ha la voce strozzata dalla rabbia. La barista dei Castelli Romani, violentata in un bagno chimico alla Fiera di Roma, durante il veglione di Capodanno, ha risposto con indignazione e dolore, nel corso di un'intervista rilasciata a Studio Aperto, alla decisione del gip di concedere gli arresti domiciliari a Davide Franceschini, 22 anni, il suo stupratore. Ha 23 anni e l'idea della vendetta diventa il suo modo per chiedere giustizia.
Sotto shock per la decisione del magistrato, interpretata non come provvedimento restrittivo ma come un riconoscimento di non colpevolezza, i genitori della giovane vittima. "Poi dicono che la gente si fa giustizia con le sue mani - ha gridato la mamma di Gaia fuori dalla sua abitazione - perché non si è pentito subito, perché non si è costituito prima? Questo mi dovete dire. Dopo tutto quello che ha subìto anche questa altra umiliazione, povera figlia mia. Non è possibile un fatto del genere". "Non cerchiamo vendetta - ha detto invece lo zio - ma solo giustizia".
"Quello l'ha presa per il collo e a momenti l'ammazza mia figlia - rincara invece la dose il papà della giovane barista - è uno schifo, uno schifo vero. Sta succedendo un macello in giro per Roma e tu giudice lo cacci subito fuori? A me ha rovinato una figlia questo qui. Ma io l'ho detto: lui tutte le sere quando va a dormire deve pensare, "ma domani cosa mi potrà succedere?" tutte le sere lo deve pensare, per tutta la vita. Si può sposare, avere dei figli, tanto io non dimentico, io lo aspetto".
Intanto la procura di Roma sta valutando se chiedere il giudizio immediato per Davide Franceschini, panettiere di Fiumicino. Il pm Vincenzo Barba farà oggi un punto della situazione con il procuratore capo Giovanni Ferrara. Ma alla luce della confessione di Franceschini, da sabato agli arresti domiciliari, l'ipotesi di un ricorso al giudizio immediato, ossia di un processo in tempi rapidi, appare assai concreta. Un'eventualità di questo genere sarà comunque subordinata alla conclusione degli accertamenti tecnici. Tra questi il prelievo di eventuali tracce biologiche dalla biancheria intima della ragazza ed il loro confronto con quelle che si dovessero trovare sulla felpa di Franceschini.
"La giustizia deve fare il suo corso - ha detto la mamma del panettiere agli arresti domiciliari - e per questo noi non vogliamo parlare e non rispondiamo alle affermazioni forti del papà della ragazza". Il gip ha ritenuto che la confessione del giovane, il fatto che sia incensurato e il pentimento mostrato per quanto avvenuto giustificassero la sua scarcerazione. In carcere Franceschini, così come aveva fatto davanti agli agenti della squadra mobile capitolina, ha ribadito di aver stuprato la giovane sotto l'effetto di un mix di alcool e droga.
(Articolo di Federica Angeli e Flaminia Savelli)
Da IlGiorno.it del 26.01.2009
LO STUPRO DI CAPODANNO
La vittima: "Mi faccio giustizia da sola"
La ragazza vittima della violenza sessuale a Roma commenta la decisione di concedere gli arresti domiciliari al suo aggressore
Roma, 25 gennaio 2009 - “Se non si sbrigano a fare quello che devono fare, io giustizia me la faccio da sola”. Dopo la decisione di concedere al suo violentatore gli arresti domiciliari, la ragazza che la notte di capodanno ha subito una violenza a Roma, nei pressi della Fiera, commenta la vicenda in esclusiva ai microfoni di Studio Aperto.
”Tu ci devi scrivere sul giornale che se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la faccio da sola. Cosa direi al giudice? Gli direi - prosegue - che se l’avessero fatto a sua figlia vorrei vedere cosa faceva”.
A Studio Aperto interviene anche la mamma: “E’ una vergogna, tutti sono sconcertati di questo fatto perché non è possibile, dicono che c’è giustizia ma dov’è la giustizia? Mia figlia è distruttissima dopo tutto quello che ha subito anche questa umiliazione, non è possibile un fatto del genere”.
Il padre, infine, parla anche di una giustizia personale: “E’ uno schifo, ma vedi cosa sta succedendo in questi giorni a Roma e tu lo cacci subito fuori? Io ho detto che lui tutte le sere quando va a dormire deve pensare ‘domani che cosa mi può succedere?’, tutte le sere per tutta la vita. Si può sposare, avere dei figli: tanto io lo aspetto, non c’è problema”.
Stupro di Roma, quando la politica confonde i cittadini
Il funzionario ha lasciato il Palazzo di Giustizia senza fare dichiarazioni
Stupro Capodanno, la vittima: ''Domiciliari al mio aggressore vanno bene, basta che sia punito''
Per il presidente del tribunale Paolo De Fiore e il presidente dei gip Carlo Figliolia, ''le richieste fatte dal pubblico ministero sono state aderenti alla normativa vigente e il gip non poteva andare oltre''
ultimo aggiornamento: 26 gennaio, ore 19:13
Roma, 26 gen. (Adnkronos) - "Non importa che sia ai domiciliari il mio aggressore... Purche' venga punito". E' lo sfogo della giovane che la sera di Capodanno e' stata aggredita durante la festa svoltasi alla nuova Fiera di Roma, assistita dall'avv. Fabrizio Federici. "Quando ho detto che volevo farmi giustizia era solo uno sfogo perche' credo nella giustizia che deve fare il suo corso e ringrazio tutte le forze dell'ordine, i magistrati per il lavoro svolto. Solo pochi giorni fa l'autore di questo gravissimo fatto era ignoto e senza il loro impegno non sarebbe stato assicurato alla giustizia". "Non mi importa -ha detto ancora la ragazza che sia in carcere o ai domiciliari... Sara' punito per quello che ha fatto e lo Stato dara' una risposta sicura nei modi e nelle forme previste. E che questo serva di monito perche' non si ripetano fatti del genere".
Intanto il capo dell'ufficio ispettivo del ministero di Grazia e Giustizia Arcibaldo Miller è stato in Procura a Roma per interrogare il pubblico ministero Vincenzo Barba, al quale e' affidata l'inchiesta sullo stupro avvenuto la sera dell'ultimo dell'anno nel corso della festa alla Nuova Fiera di Roma.
Miller ha avuto l'incarico dal Guardasigilli di occuparsi in particolare delle modalita' secondo le quali il ragazzo che si e' accusato dello stupro, Davide Franceschini, dopo essersi visto convalidare l'arresto dal gip Marina Finiti ha poi ottenuto su richiesta dello stesso pubblico ministero Vincenzo Barba, gli arresti domiciliari. L'interrogatorio avviene nell'ufficio del procuratore aggiunto Achille Toro. Dopo l'incontro con il procuratore aggiunto e il pm Barba, Miller ha lasciato il Palazzo di Giustizia senza fare alcuna dichiarazione.
Nella polemica provocata dalla concessione degli arresti domiciliari, intervengono anche il presidente del Tribunale Paolo De Fiore e il presidente dei gip Carlo Figliolia. Secondo i due magistrati ''la custodia cautelare non e' anticipazione di pena che si sconta all'esito della condanna. Il gip non poteva andare oltre il provvedimento richiesto dal pubblico ministero il quale, prima di fare la sua richiesta, aveva calcolato se ci fosse pericolo di fuga dell'indagato, di inquinamento della prova o di reiterazione del reato''.
I due magistrati hanno poi aggiunto: ''Quando il legislatore restringera' il potere del giudice, questi agira' di conseguenza. Sbaglia chi parla di messaggio errato. Il giudice deve applicare soltanto la legge. Non ci possono essere provvedimenti esemplari. Il giudice deve solo applicare la legge. E' vero che egli puo' ora sollecitare un giudizio veloce con condanna adeguata e non 'esemplare'. La condanna deve essere adeguata al tipo di reato commesso. Le richieste fatte dal pubblico ministero sono state aderenti alla normativa vigente e il gip non poteva andare oltre''.
Da IlMessaggero.it del 26.01.2009
Stupro Capodanno, presidente tribunale Roma: su domiciliari applicata la legge
Prefetto: non c'è emergenza sicurezza. Ispettori acquisiscono
copia provvedimento. Mancino: Csm pronto a valutare
ROMA (26 gennaio) - «Sbaglia chi parla di messaggi sbagliati, il giudice non deve mandare messaggi ma applicare la legge». Così il presidente del Tribunale di Roma Paolo De Fiore, insieme con il presidente dell'ufficio Gip Carlo Figliolia, interviene sulle polemiche suscitate dalla concessione degli arresti domiciliari a Davide Franceschini reo confesso dello stupro di Capodanno a Roma contro una giovane 23enne. Per De Fiore la richiesta del pm di concedere i domiciliari al giovane «non è assurda, ma aderente alla normativa, in quanto non sussistevano le esigenze richieste dalla legge per il carcere». «Si tratta di un ragazzo incensurato, che ha confessato ed è inserito in una famiglia - ha aggiunto De Fiore - Quando il legislatore ridurrà il potere discrezionale, il giudice applicherà questa nuova legge. Quello che si può e si deve sollecitare è un giudizio veloce con una condanna ad una pena adeguata». Per De Fiore
«le condanne esemplari invocate in questi giorni, tra l'altro non sono proprie del regime democratico». Il presidente del Tribunale spiega che quello che si deve sollecitare è invece un «processo veloce e una condanna adeguata al reato contestato». De Fiore, riferendosi infine ad un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera dal quale è emerso che oltre il 90% degli intervistati non era d'accordo con la concessione dei domiciliari ha osservato: «La giustizia del popolo non è sempre una giustizia sicura. Ricordiamoci che oltre 2000 anni fa Gesù Cristo fu condannato proprio dalla giustizia del popolo».
Ispettori acquisiscono copia domiciliari concessi al reo confesso. Il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller ha acquisito la richiesta di convalida e di emissione di una misura di custodia cautelare ai domiciliari a Franceschini, nonché il provvedimento emesso sabato dal gip Marina Finiti.
Mancino: Csm pronto a valutare. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino a proposito di un'eventuale apertura di pratiche a tutela del pm titolare dell'inchiesta e del Gip che ha concesso i domiciliari, ha detto: «Se ci saranno richieste di tutela potremo intervenire sulla questione ma per il momento non ci sono iniziative». Mancino ha spiegato: «Noi abbiamo compiti molto limitati, possiamo esprimere pareri su iniziative legislative se sono presentate dal governo e discusse in parlamento». Però, ha ribadito, «non siamo noi gli autori dell'iniziativa, né possiamo presentarla».
Prefetto Roma: non c'è emergenza sicurezza. «Nella Capitale non c'è alcuna emergenza sicurezza» ha detto il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, in un'intervista a One-o- Five Live, il canale in italiano della Radio Vaticana. «Nei giorni scorsi si sono verificati fatti criminosi significativi e raccapriccianti ai quali le forze dell'ordine daranno una ferma risposta» ha aggiunto Pecoraro spiegando che però «questo non è indice di un aumento dei reati che, contrariamente a quanto si dice, sono in calo». Contro la cirminalità Pecoraro auspica «un aumento della video sorveglianza laddove le forze dell'ordine per ovvie ragioni non possono essere presenti per il controllo del territorio». Riferendosi in particolare allo stupro di Guidonia, il prefetto si è detto «moderatamente ottimista».
La Russa: il giudice ha fatto male. «Sono un avvocato e normalmente aspetto le motivazioni ma il magistrato ha fatto male a non giudicare la gravità dell'atto e il ritorno che ha - spiega il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - Io, al suo posto, lo avrei lasciato un po' agli arresti».
Veltroni: io non strumentalizzerò. Sui problemi della sicurezza, spiega Walter Veltroni, «serve serietà» e da parte del Pd non ci sarà mai «un tentativo di strumentalizzazzione», come avvenne invece da parte del centrodestra un anno fa, per esempio con l'omicidio della signora Reggiani.
La vittima: credo nella giustizia. «Non mi importa se quella persona stia in carcere o ai domiciliari sarà punito per quello che ha fatto» ha commentato ragazza vittima della violenza attraverso il suo legale, l'avvocato Fabrizio Federici. Toni sicuramente meno vendicativi rispetto alle parole di ieri in cui prometteva che si sarebbe fatta «giustizia da sola». «Lo Stato saprà dare una risposta sicura nei modi e nelle forme previsti che possa essere anche un monito affinchè non vengano compiuti altri fatti del genere», ha spiegato l'avvocato riportando il pensiero della sua assistita. Riguardo la volontà di farsi giustizia da sola la ragazza ha confidato al suo legale: «è stato solo uno sfogo, credo nella giustizia che deve fare il suo corso e ringrazio tutte le forze dell'ordine ed i magistrati per il lavoro svolto». «Solo pochi giorni fa l'autore della violenza non era noto e solo grazie all'impegno dei magistrati e delle forze dell'ordine è stato assicurato alla giustizia», ha concluso l'avvocato Fabrizio Federici.
«La cosa più brutto per una donna». «Per qualsiasi ragazza, per qualsiasi donna penso sia la cosa più brutta che possa succedere - spiega la ragazza di Genzano - Voglio che si spengano i riflettori sulla mia vicenda ed ho fiducia nella giustizia». «Porto, come dice il mio avvocato ancora i segni della violenza addosso - ha detto - sono in cura da uno psicologo, però confido nella giustizia e so che farà il suo corso e alla fine andrà tutto bene».
Stupro Capodanno, la vittima: ''Domiciliari al mio aggressore vanno bene, basta che sia punito''
Per il presidente del tribunale Paolo De Fiore e il presidente dei gip Carlo Figliolia, ''le richieste fatte dal pubblico ministero sono state aderenti alla normativa vigente e il gip non poteva andare oltre''
ultimo aggiornamento: 26 gennaio, ore 19:13
Roma, 26 gen. (Adnkronos) - "Non importa che sia ai domiciliari il mio aggressore... Purche' venga punito". E' lo sfogo della giovane che la sera di Capodanno e' stata aggredita durante la festa svoltasi alla nuova Fiera di Roma, assistita dall'avv. Fabrizio Federici. "Quando ho detto che volevo farmi giustizia era solo uno sfogo perche' credo nella giustizia che deve fare il suo corso e ringrazio tutte le forze dell'ordine, i magistrati per il lavoro svolto. Solo pochi giorni fa l'autore di questo gravissimo fatto era ignoto e senza il loro impegno non sarebbe stato assicurato alla giustizia". "Non mi importa -ha detto ancora la ragazza che sia in carcere o ai domiciliari... Sara' punito per quello che ha fatto e lo Stato dara' una risposta sicura nei modi e nelle forme previste. E che questo serva di monito perche' non si ripetano fatti del genere".
Intanto il capo dell'ufficio ispettivo del ministero di Grazia e Giustizia Arcibaldo Miller è stato in Procura a Roma per interrogare il pubblico ministero Vincenzo Barba, al quale e' affidata l'inchiesta sullo stupro avvenuto la sera dell'ultimo dell'anno nel corso della festa alla Nuova Fiera di Roma.
Miller ha avuto l'incarico dal Guardasigilli di occuparsi in particolare delle modalita' secondo le quali il ragazzo che si e' accusato dello stupro, Davide Franceschini, dopo essersi visto convalidare l'arresto dal gip Marina Finiti ha poi ottenuto su richiesta dello stesso pubblico ministero Vincenzo Barba, gli arresti domiciliari. L'interrogatorio avviene nell'ufficio del procuratore aggiunto Achille Toro. Dopo l'incontro con il procuratore aggiunto e il pm Barba, Miller ha lasciato il Palazzo di Giustizia senza fare alcuna dichiarazione.
Nella polemica provocata dalla concessione degli arresti domiciliari, intervengono anche il presidente del Tribunale Paolo De Fiore e il presidente dei gip Carlo Figliolia. Secondo i due magistrati ''la custodia cautelare non e' anticipazione di pena che si sconta all'esito della condanna. Il gip non poteva andare oltre il provvedimento richiesto dal pubblico ministero il quale, prima di fare la sua richiesta, aveva calcolato se ci fosse pericolo di fuga dell'indagato, di inquinamento della prova o di reiterazione del reato''.
I due magistrati hanno poi aggiunto: ''Quando il legislatore restringera' il potere del giudice, questi agira' di conseguenza. Sbaglia chi parla di messaggio errato. Il giudice deve applicare soltanto la legge. Non ci possono essere provvedimenti esemplari. Il giudice deve solo applicare la legge. E' vero che egli puo' ora sollecitare un giudizio veloce con condanna adeguata e non 'esemplare'. La condanna deve essere adeguata al tipo di reato commesso. Le richieste fatte dal pubblico ministero sono state aderenti alla normativa vigente e il gip non poteva andare oltre''.
Da IlMessaggero.it del 26.01.2009
Stupro Capodanno, presidente tribunale Roma: su domiciliari applicata la legge
Prefetto: non c'è emergenza sicurezza. Ispettori acquisiscono
copia provvedimento. Mancino: Csm pronto a valutare
ROMA (26 gennaio) - «Sbaglia chi parla di messaggi sbagliati, il giudice non deve mandare messaggi ma applicare la legge». Così il presidente del Tribunale di Roma Paolo De Fiore, insieme con il presidente dell'ufficio Gip Carlo Figliolia, interviene sulle polemiche suscitate dalla concessione degli arresti domiciliari a Davide Franceschini reo confesso dello stupro di Capodanno a Roma contro una giovane 23enne. Per De Fiore la richiesta del pm di concedere i domiciliari al giovane «non è assurda, ma aderente alla normativa, in quanto non sussistevano le esigenze richieste dalla legge per il carcere». «Si tratta di un ragazzo incensurato, che ha confessato ed è inserito in una famiglia - ha aggiunto De Fiore - Quando il legislatore ridurrà il potere discrezionale, il giudice applicherà questa nuova legge. Quello che si può e si deve sollecitare è un giudizio veloce con una condanna ad una pena adeguata». Per De Fiore
«le condanne esemplari invocate in questi giorni, tra l'altro non sono proprie del regime democratico». Il presidente del Tribunale spiega che quello che si deve sollecitare è invece un «processo veloce e una condanna adeguata al reato contestato». De Fiore, riferendosi infine ad un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera dal quale è emerso che oltre il 90% degli intervistati non era d'accordo con la concessione dei domiciliari ha osservato: «La giustizia del popolo non è sempre una giustizia sicura. Ricordiamoci che oltre 2000 anni fa Gesù Cristo fu condannato proprio dalla giustizia del popolo».
Ispettori acquisiscono copia domiciliari concessi al reo confesso. Il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller ha acquisito la richiesta di convalida e di emissione di una misura di custodia cautelare ai domiciliari a Franceschini, nonché il provvedimento emesso sabato dal gip Marina Finiti.
Mancino: Csm pronto a valutare. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino a proposito di un'eventuale apertura di pratiche a tutela del pm titolare dell'inchiesta e del Gip che ha concesso i domiciliari, ha detto: «Se ci saranno richieste di tutela potremo intervenire sulla questione ma per il momento non ci sono iniziative». Mancino ha spiegato: «Noi abbiamo compiti molto limitati, possiamo esprimere pareri su iniziative legislative se sono presentate dal governo e discusse in parlamento». Però, ha ribadito, «non siamo noi gli autori dell'iniziativa, né possiamo presentarla».
Prefetto Roma: non c'è emergenza sicurezza. «Nella Capitale non c'è alcuna emergenza sicurezza» ha detto il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, in un'intervista a One-o- Five Live, il canale in italiano della Radio Vaticana. «Nei giorni scorsi si sono verificati fatti criminosi significativi e raccapriccianti ai quali le forze dell'ordine daranno una ferma risposta» ha aggiunto Pecoraro spiegando che però «questo non è indice di un aumento dei reati che, contrariamente a quanto si dice, sono in calo». Contro la cirminalità Pecoraro auspica «un aumento della video sorveglianza laddove le forze dell'ordine per ovvie ragioni non possono essere presenti per il controllo del territorio». Riferendosi in particolare allo stupro di Guidonia, il prefetto si è detto «moderatamente ottimista».
La Russa: il giudice ha fatto male. «Sono un avvocato e normalmente aspetto le motivazioni ma il magistrato ha fatto male a non giudicare la gravità dell'atto e il ritorno che ha - spiega il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - Io, al suo posto, lo avrei lasciato un po' agli arresti».
Veltroni: io non strumentalizzerò. Sui problemi della sicurezza, spiega Walter Veltroni, «serve serietà» e da parte del Pd non ci sarà mai «un tentativo di strumentalizzazzione», come avvenne invece da parte del centrodestra un anno fa, per esempio con l'omicidio della signora Reggiani.
La vittima: credo nella giustizia. «Non mi importa se quella persona stia in carcere o ai domiciliari sarà punito per quello che ha fatto» ha commentato ragazza vittima della violenza attraverso il suo legale, l'avvocato Fabrizio Federici. Toni sicuramente meno vendicativi rispetto alle parole di ieri in cui prometteva che si sarebbe fatta «giustizia da sola». «Lo Stato saprà dare una risposta sicura nei modi e nelle forme previsti che possa essere anche un monito affinchè non vengano compiuti altri fatti del genere», ha spiegato l'avvocato riportando il pensiero della sua assistita. Riguardo la volontà di farsi giustizia da sola la ragazza ha confidato al suo legale: «è stato solo uno sfogo, credo nella giustizia che deve fare il suo corso e ringrazio tutte le forze dell'ordine ed i magistrati per il lavoro svolto». «Solo pochi giorni fa l'autore della violenza non era noto e solo grazie all'impegno dei magistrati e delle forze dell'ordine è stato assicurato alla giustizia», ha concluso l'avvocato Fabrizio Federici.
«La cosa più brutto per una donna». «Per qualsiasi ragazza, per qualsiasi donna penso sia la cosa più brutta che possa succedere - spiega la ragazza di Genzano - Voglio che si spengano i riflettori sulla mia vicenda ed ho fiducia nella giustizia». «Porto, come dice il mio avvocato ancora i segni della violenza addosso - ha detto - sono in cura da uno psicologo, però confido nella giustizia e so che farà il suo corso e alla fine andrà tutto bene».
giovedì 8 gennaio 2009
Identificato l'autore della violenza a Capodanno alla Fiera di Roma
Sviluppi nelle indagini sul caso di violenza alla Fiera di Roma, identificato il presunto aggressore.
Ora saranno fondamentali i riscontri sulle tracce di Dna lasciate durante la violenza. Ricordiamo ancora una volta, fino alla noia, che in Italia non esiste ancora una Banca dati Dna, sul modello ad esempio del Regno Unito (UK),che consentirebbe una rapida identificazione ed eventuale conferma dei sospettati di questi reati, in genere seriali. L'istitituzione di una Banca Dati Dna, con tutte le garanzie previste dalle norme sulla Privacy,con una tracciabilità rigorosa di tutti gli accessi ai dati da parte degli autorizzati, rappresenta una risorsa, oltre che un adeguamento agli standard di qualità e di strumenti a disposizione degli investigatori dei Paesi in cui è stata costituita.
Da IlMessaggero.it
Violentata a Capodanno: identificato
lo stupratore, Eleonora lo conosceva
di Valentina Errante
ROMA (8 gennaio) - E’ stato identificato il presunto stupratore di Eleonora. Ha un nome e un cognome il ragazzo che la notte di San Silvestro, alla festa dei 30 mila di “Amore ’09” alla Fiera di Roma, avrebbe violentato la giovane barista dei Castelli Romani.
Il “sospettato” era stato indicato proprio dagli amici della vittima: Eleonora lo conosceva e con lui aveva abbandonato la pista per entrare all’interno di uno dei tanti padiglioni della mega discoteca allestita per l’occasione. Il giovane, 25 anni circa, è residente fuori Roma. Anche la ricostruzione di Eleonora, sentita più volte dagli uomini della squadra Mobile, è stata utile per risalire al presunto stupratore: il ragazzo con la maglietta bianca. Un identikit sommario era subito stato buttato giù. Il racconto, molto confuso delle prime ore, è diventato un po’ più nitido con il trascorrere dei giorni, e così gli investigatori, guidati da Vittorio Rizzi, sono riusciti a individuare il violentatore. L’uomo che a due passi dai bagni chimici avrebbe preso Eleonora di spalle per poi picchiarla e violentarla.
Non è ancora chiaro invece se allo stupro abbiano preso parte altre persone oltre al sospettato, così come aveva sostenuto Eleonora in un primo momento. La ragazza, 23 anni, aveva dichiarato che io suoi aggressori fossero tanti. Ma gli investigatori stanno ancora tentando di ricostruire le modalità dell’orribile violenza. Sembra più probabile che a compiere gli abusi sia stata una sola persona. Forse altri potrebbero averlo “coperto”, ma questi aspetti sono ancora da chiarire.
Intanto dagli accertamenti è arrivata la conferma alle parole della di Eleonora: la ragazza non aveva assunto alcun tipo di sostanza stupefacente. Gli esami non hanno lasciato dubbi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’aggressione sarebbe avvenuta dopo le 4,30, l’orario in cui gli amici della barista hanno detto di averla vista per l’ultima. Eleonora è stata ritrovata alle sei del mattino, sanguinante e pestata di botte.
Oggi un’informativa degli uomini della squadra Mobile arriverà sulle scrivanie del procuratore aggiunto Maria Cordova e del sostituto Vincenzo Barba, titolari del fascicolo. Il nome del ragazzo non è ancora formalmente iscritto sul registro degli indagati. Adesso spetterà alla procura esaminare gli atti e stabilire come procedere. Poi non è escluso che possa essere anche essere disposta una perizia del Dna sulle tracce organiche lasciate dal violentatore.
E dopo otto giorni dall’aggressione, Eleonora tornerà a casa. Sarà dimessa questa mattina dal San Camillo. Per tutto il periodo del ricovero, la ragazza è stata costantemente seguita da psicologi che l'hanno aiutata ad affrontare la prima fase dello choc provocato alla violenza subita.
E mentre le indagini vanno avanti, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha garantito che sarà avviata un’indagine per chiarire se alla festa di capodanno “Amore ’09”, ci siano stati errori da parte degli organizzatori e quale falla nella sicurezza abbia consentito che una ragazza di 23 anni fosse pestata e violentata mentre in diecimila salutavano ballando il nuovo anno.
Ora saranno fondamentali i riscontri sulle tracce di Dna lasciate durante la violenza. Ricordiamo ancora una volta, fino alla noia, che in Italia non esiste ancora una Banca dati Dna, sul modello ad esempio del Regno Unito (UK),che consentirebbe una rapida identificazione ed eventuale conferma dei sospettati di questi reati, in genere seriali. L'istitituzione di una Banca Dati Dna, con tutte le garanzie previste dalle norme sulla Privacy,con una tracciabilità rigorosa di tutti gli accessi ai dati da parte degli autorizzati, rappresenta una risorsa, oltre che un adeguamento agli standard di qualità e di strumenti a disposizione degli investigatori dei Paesi in cui è stata costituita.
Da IlMessaggero.it
Violentata a Capodanno: identificato
lo stupratore, Eleonora lo conosceva
di Valentina Errante
ROMA (8 gennaio) - E’ stato identificato il presunto stupratore di Eleonora. Ha un nome e un cognome il ragazzo che la notte di San Silvestro, alla festa dei 30 mila di “Amore ’09” alla Fiera di Roma, avrebbe violentato la giovane barista dei Castelli Romani.
Il “sospettato” era stato indicato proprio dagli amici della vittima: Eleonora lo conosceva e con lui aveva abbandonato la pista per entrare all’interno di uno dei tanti padiglioni della mega discoteca allestita per l’occasione. Il giovane, 25 anni circa, è residente fuori Roma. Anche la ricostruzione di Eleonora, sentita più volte dagli uomini della squadra Mobile, è stata utile per risalire al presunto stupratore: il ragazzo con la maglietta bianca. Un identikit sommario era subito stato buttato giù. Il racconto, molto confuso delle prime ore, è diventato un po’ più nitido con il trascorrere dei giorni, e così gli investigatori, guidati da Vittorio Rizzi, sono riusciti a individuare il violentatore. L’uomo che a due passi dai bagni chimici avrebbe preso Eleonora di spalle per poi picchiarla e violentarla.
Non è ancora chiaro invece se allo stupro abbiano preso parte altre persone oltre al sospettato, così come aveva sostenuto Eleonora in un primo momento. La ragazza, 23 anni, aveva dichiarato che io suoi aggressori fossero tanti. Ma gli investigatori stanno ancora tentando di ricostruire le modalità dell’orribile violenza. Sembra più probabile che a compiere gli abusi sia stata una sola persona. Forse altri potrebbero averlo “coperto”, ma questi aspetti sono ancora da chiarire.
Intanto dagli accertamenti è arrivata la conferma alle parole della di Eleonora: la ragazza non aveva assunto alcun tipo di sostanza stupefacente. Gli esami non hanno lasciato dubbi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’aggressione sarebbe avvenuta dopo le 4,30, l’orario in cui gli amici della barista hanno detto di averla vista per l’ultima. Eleonora è stata ritrovata alle sei del mattino, sanguinante e pestata di botte.
Oggi un’informativa degli uomini della squadra Mobile arriverà sulle scrivanie del procuratore aggiunto Maria Cordova e del sostituto Vincenzo Barba, titolari del fascicolo. Il nome del ragazzo non è ancora formalmente iscritto sul registro degli indagati. Adesso spetterà alla procura esaminare gli atti e stabilire come procedere. Poi non è escluso che possa essere anche essere disposta una perizia del Dna sulle tracce organiche lasciate dal violentatore.
E dopo otto giorni dall’aggressione, Eleonora tornerà a casa. Sarà dimessa questa mattina dal San Camillo. Per tutto il periodo del ricovero, la ragazza è stata costantemente seguita da psicologi che l'hanno aiutata ad affrontare la prima fase dello choc provocato alla violenza subita.
E mentre le indagini vanno avanti, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha garantito che sarà avviata un’indagine per chiarire se alla festa di capodanno “Amore ’09”, ci siano stati errori da parte degli organizzatori e quale falla nella sicurezza abbia consentito che una ragazza di 23 anni fosse pestata e violentata mentre in diecimila salutavano ballando il nuovo anno.
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