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mercoledì 10 dicembre 2008

Ipotizzata l'accusa di eccesso colposo in legittima difesa per Catelli

Ancora sviluppi sulla vicenda di Torino


Da IlMessaggero.it del 10.12.08
Sparatoria dopo lite per cane a Torino
Procura: eccesso di legittima difesa


TORINO (9 dicembre) - Eccesso colposo in legittima difesa. Questa l'accusa ipotizzata dalla Procura di Torino nei confronti di Antonio Catelli, l'uomo arrestato in seguito alla sparatoria avvenuta sabato scorso nel capoluogo piemontese. Per Catelli, il pm Fabio Scevola ha chiesto al gip Roberto Ruscello la custodia cautelare in carcere.

Secondo gli inquirenti l'uomo, ex carabiniere e guardia dell'imprenditore Sergio Pininfarina, ha estratto la pistola, regolarmente denunciata, solo dopo aver visto la vittima, Luca Ragusa, prendere una semiautomatica. Da qui l'ipotesi accusatoria formulata dai magistrati.

Parla il ferito durante la sparatoria di Torino

Ascoltiamo una testimonianza dal ferito nella sparatoria di Torino, il proprietario del cane, Carlo La Tona. La visione della vicenda è differente rispetto a quelle esposte nei post precedenti.
L'intervista è di Longo e Numa per la redazione de Lastampa.it Torino

10/12/2008 (8:45) - DELITTO DI SANTA RITA - PARLA IL SOPRAVVISSUTO DELLA TRAGEDIA E LANCIA NUOVE ACCUSE
"Voleva uccidere anche
mio figlio e mia moglie"


Il ferito: “Ha sparato a mio fratello, a Luca e poi a me”
TORINO
Pur avendo ridimensionato le accuse a carico di Antonio Catelli, che sabato sera per difendere il figlio ha ucciso un uomo e ne ha ferito un altro, la procura di Torino ritiene che l’episodio resti «grave». Intanto Carlo La Tona, il ferito di piazza Montanari, punta il dito. «Quell’uomo voleva ucciderci tutti, altro che eccesso di legittima difesa. Prima ha sparato contro mio fratello Antonino, sfiorando il suo giubbotto. Poi ha ucciso il mio amico Luca e infine se l’è presa anche con me. E non si sarebbe certo fermato lì». In che senso? «Aveva puntato la pistola anche contro mio figlio e contro mia moglie che si era fatta scudo per difenderlo. Se sono ancora vivi dobbiamo ringraziare i carabinieri. Solo quando sono arrivati loro, Catelli è stato costretto a inginocchiarsi e buttare a terra la pistola».

martedì 9 dicembre 2008

Tragedia di Torino: la sconfitta del buonsenso e della tolleranza

La cronaca tragica di Torino di questi giorni, un morto e un ferito in seguito ad una lite per futili motivi.
In seguito ad accidentale urto di una cane di grossa taglia fa cadere, spaventandola, una bambina. Il padre chiede le scuse al proprietatario del cane, che rifiuta e innesca una rissa chiamando rinforzi, amici armati di bastoni e catene e di pistola.... Epilogo: padre della bambina pestato, anche se a terra, interviene suo padre che non riesce a sedare gli animi e utilizza la sua arma quando vede impugnare una semiautomatica diretta contro il figlio.. spari, feriti, un uomo a terra senza vita.

La scena è stata ricostruita come in flashback per riflettere su alcuni elementi:
1- il cane ha urtato la bambina incidentalmente, senza fare aggressivo, non aveva museruola e forse neanche guinzaglio, obbligatori per le razze considerate pericolose.
2- il padre della bambina, spaventata e piangente chiede le scuse.
Fino a questo punto gli eventi avrebbero preso una piega diversa, se i protagonisti avessero impiegato buonsenso, tolleranza, rispetto delle regole di convivenza civile.

3_il proprietario del cane rifiuta le scuse, chiama amici che accorrono armati ed iniziano la rissa, con pestaggio del padre della bambina.

A questo punto gli eventi sono precipitati verso un epilogo già anticipatorio di spargimento di sangue.
Perchè è risultato così insultante scusarsi per un comportamneto non intenzionale del proprio cane? Perchè non assumersi la piena responsabilità delle azioni ma chiamare altri?
Perchè continuare a pestare in gruppo un uomo già a terra?

E' questo il momento in cui il buonsenso, le regole di civile convivenza sono state sconfitte. Occorre chiedersi che tipo di personalità abbia il proprietario del cane, in assenza di dati certi possiamo soltanto osservare il suo comportamento e riflettere.

Anche, è necessario riflettere sul comportamento del nonno della bambina, che ha esploso i colpi mortali per Luca Ragusa.
La paura di perdere il figlio, sopraffatto dalla violenza del gruppo, può aver inciso sulla lucidità nel decidere le azioni da porre in atto, anche in persona descritta come controllata e pacata.
Questo padre ora è in carcere indagato per omicidio, anche se i suoi legali chederanno la modifica del capo d'imputazione a legittima difesa.
Secondo voi siamo in una situazione di legittima difesa?
Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione sul caso