Oggi tutte le maggiori testate online riportano la notizia della chiusura ufficiale delle indagini da parte della Procura di Tivoli e l'invio delle notifiche di rinvio a giudizio per alcuni indagati e di archiviazioni per altri indagati, come già preannunciato qualche giorno fa. Il fatto interessante è lo spazio, molto ampio, dato alle motivazioni del PM con dovizia di particolari raccapriccianti che, in questa fase processuale, non sono utili alla ricerca e alla valutazione del reale svolgimento dei fatti. Ricordiamo che questa indagine ha destato non pochi dubbi anche negli organi competenti e superiori in grado.
Per questo motivo ritengo utile riportare integralmente tutte le fonti sulla notizia che mi è stato possibile rintracciare sulle varie testate online e agenzia di stampa perchè sia più agevole per il lettore, stabilre le differenze, le somiglianze, le informazioni aggiuntive e le costanze in una vicenda che ancora deve esssere chiarita da più punti di vista. Forse risulterà noioso, ma cognitivamente è un utile esercizio di attenzione selettiva e di focalizzazione su elementi rilevanti.
da IlGiornale.it del 13.01.2009
Rignano, il pm: "Bambini seviziati e minacciati"
di Redazione
Roma - Tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l’autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, rischiano di finire sotto processo, a Tivoli, per i presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. È quanto emerge dall’avviso di chiusura indagine notificata oggi ai difensori degli indagati. Chiesta l’archiviazione per la maestra Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva.
Il capo di imputazione Sono vari i comportamenti elencati dal pm della procura di Tivoli, Marco Mansi, nell’avviso di conclusione delle indagini, passo che solitamente prelude a una richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti delle tre maestre della scuola materna dell’istituto "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti e del marito della prima, l’autore tv Gianfranco Scancarello. Episodi che sarebbero stati commessi nel corso dell’anno scolastico 2005-2006 e, soltanto per una minore, durante l’anno scolastico 2001-2002.
Torture sessuali "Li conducevano - si legge nel capo d’imputazione - in orario scolastico, in gruppo o singolarmente, con uso di vetture quali quella in uso a Marisa Pucci (una "Fiat 500" o tipo pulmino-furgone), sottraendoli e ritenendoli contro la volontà espressa o tacita dei rispettivi genitori, e, privandoli indebitamente della libertà personale, in abitazioni private, nel bagno o in un’aula o in un punto riparato sottostante la scuola materna frequentata dai minori, ovvero in altri luoghi non identificati. Quindi li facevano assistere e/o partecipare attivamente ad atti a sfondo sessuale (in particolare, toccamenti, percosse reciproche, sodomizzazioni, masturbazioni, penetrazioni) tra loro e altri soggetti non identificati".
Minacce di morte "Li inducevano - anche con l’uso della violenza o minacce di danni fisici o di morte anche ai rispettivi genitori - a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l’uso di strumenti (vibratore, penna, pezzi di vetro, e altro non precisato) con l’inserimento di questi strumenti nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo degli stessi strumenti in danno dei minori di sesso maschile".
Giochi sessuali "Li sottoponevano, inoltre, a giochi a sfondo sessuale tra loro o con essi indagati, in particolare denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, "il gioco della puntura" e "il gioco del pisello", nel corso dei quali i bambini subivano penetrazione o dovevano toccare i genitali e altre zone erogene degli adulti, commettendo gli atti di violenza sessuale in gruppo o comunque essendo tutti o alcuni riuniti nel medesimo posto".
Cappucci, siringhe e diavoli "Li sottoponevano, infine, nello stesso contesto, senza motivo, a maltrattamenti e percosse, in quanto, sistematicamente con carattere di abitudinarietà, li legavano dopo averli spogliati, praticavano sui medesimi, con uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazione di sostenze varie quali narcotici, stupefacenti o altre lesive della salute delle persone, alcune contenenti benzodiazepine, e li terrorizzavano o li traumatizzavano, vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora con uso di cappucci e mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi".
da IlMessaggero.it del 13.01.2009
Rignano, chiuse le indagini: quattro
verso il giudizio per abusi sui bambini
Si tratta di tre maestre e dell'autore tv.
L'accusa del pm: i minori venivano sottoposti a violenza sessuale e a sevizie
ROMA (13 gennaio) - Tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, rischiano di finire sotto processo, a Tivoli, per i presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio.
È quanto emerge dall'avviso di chiusura indagine notificata oggi ai difensori degli indagati. Chiesta l'archiviazione per la maestra Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. Gli indagati hanno sempre respinto le accuse. Alla luce della notifica dell'avviso di chiusura indagine, per gli indagati si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio. I difensori dei quattro hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006.
Le accuse. Il Pm scrive che, affidati alle maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci «per ragioni di istruzione», gli indagati sottoponevano i bambini «ad atti di sevizie e crudelta». Secondo il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dell'autore televisivo Gianfranco Scancarello, sarebbero stati commessi in concorso con «soggetti non identificati in numero di cinque o più». Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell' abuso di autorità o relazione domestica o di ufficio «derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere» e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (di età all'epoca dei fatti dai tre ai cinque anni).
Minacce di morte per i genitori o di danni fisici e uso della violenza per indurre i bambini «a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti, con l'inserimento di suddetti strumenti nei genitali femminili delle bambine e uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile». Secondo il pm i quattro facevano assistere i bambini «o partecipare attivamente ad atti a sfondo sessuale in particolare toccamenti, percosse reciproche, sodomizzazioni, masturbazioni, penetrazioni, tra loro e altri soggetti non identificati». Sempre secondo la procura i bambini venivano sottoposti «a giochi a sfondo sessuale tra loro o con gli stessi indagati, denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, il gioco della puntura, il gioco del pisello, nel corso dei quali i bambini subivano penetrazioni o dovevano toccare i genitali degli adulti e altre zone erogene, commettendo (gli indagati) atti di violenza sessuale in gruppo e comunque i bambini riuniti nel medesimo posto».
Le parti civili: ipotesi supportata. «Dopo due anni di indagine la procura di Tivoli dimostra una determinazione che può essere solo frutto di una ipotesi accusatoria validamente supportata dalle indagini». È quanto sostengono gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino che difendono cinque famiglie di bimbi alunni della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio, presunti vittime di abusi sessuali. «Adesso pensiamo a tutelare e proteggere i bambini - aggiungono Cardamome e Merlino - molti dei quali sono ancora sottoposti a cure psicologiche per i traumi evindentemente subiti».
La difesa: fatti già smentiti. «Siamo sorpresi perchè vengono riproposte contestazioni già smentite». Così l'avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello, insieme con l'avvocato Franco Coppi, commenta la chiusura indagini della procura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. «Si tratta di fatti - ha aggiunto - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini in sede di incidente probatorio». «Ce lo aspettavamo», ha dichiarato Ippolita Naso, legale di Silvana Magalotti, l'esito dell'indagine della procura di Tivoli «era scontato».
«Si tratta - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale anche lui della Magalotti - di una ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura. Non c'è stato un minimo di onestà intellettuale per cercare di riconoscere e correggere questo errore. Una inchiesta, inoltre, fatta con grande dispiego di mezzi e energie e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni. E nel capo di imputazione si parla ancora di macchine e abitazioni».
da LaRepubblica.it del 13.01.2009
Per tre maestre e un autore tv potrebbe scattare il rinvio a giudizio
Disposta l'archiviazione per le altre tre persone coinvolte nell'inchiesta
Rignano, quattro rischiano il processo
Il pm: "Sevizie e minacce, anche ai genitori"
L'accusa: "Narcotici e violenze per costringerli a giochi erotici". I difensori: "Fatti già smentiti da Riesame e Cassazione"
ROMA - Si va verso il processo per la vicenda degli abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Oggi la Procura di Tivoli ha notificato la chiusura delle indagini, e si profila una richiesta di rinvio a giudizio per quattro persone coinvolte nelle indagini mentre per altre tre è stata disposta l'archiviazione. E dalla deposizione del pm emergono particolari agghiaccianti.
A rischiare di finire in aula sono le tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, ai cui avvocati è giunta la notifica. Archiviata invece ogni ipotesi di reato per la maestra Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. La decisione spetta comunque al giudice, che dovrà esprimersi nelle prossime ore. Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.
Le sevizie. I bambini erano sottoposti "ad atti di sevizie e crudeltà", scrive il pm. Anche con l'uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazione di sostanze come narcotici, stupefacenti e altre contenenti Benzodiazepine. Sempre secondo l'accusa "li terrorizzavano o li traumatizzavano, vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora con uso di cappucci e mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi".
Le minacce, anche ai genitori. Gli indagati, assieme ai quali erano presenti "soggetti non identificati in numero di cinque o più", minacciavano gli alunni "con l'uso della violenza o minacce di morte rivolte anche ai rispettivi genitori", sostiene il pm, per indurli "a praticare atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti (vibratore, penna, pezzi di vetro, e altro non precisato) con l'inserimento di questi strumenti nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo degli stessi strumenti in danno dei minori di sesso maschile". I minori inoltre venivano sottoposti, si legge nell'accusa, a giochi a sfondo sessuale, quali 'il gioco della puntura' e 'il gioco del pisello'.
Un'inchiesta lunga e controversa. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. Con un iter a dir poco frastagliato, si chiudono così una delle indagini tra le più controverse degli ultimi tempi. Dopo una fase di stallo, l'inchiesta ha ripreso una nuova spinta con il ritrovamento, a giudizio del pm, del casale dove sarebbero stati perpetrati gli abusi.
La difesa: "Proposti fatti già smentiti". Gli indagati hanno sempre respinto le accuse e i loro difensori, che hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie, sostengono che i fatti proposti dall'accusa sono già stati smentiti. "Si tratta di fatti - ha affermato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del Riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini". "E' un'ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti. "Un'inchiesta - ha aggiunto - fatta con grande dispiego di mezzi e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni".
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martedì 13 gennaio 2009
Rignano Flaminio: indagini chiuse, verso il rinvio a giudizio
Prosegue la rassegna stampa dalle principali testate online
Dall'agenzia Ansa.it del 13.01.2009 ore 14.10
PEDOFILIA: RIGNANO, IN 4 RISCHIANO IL PROCESSO
ROMA - Tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, rischiano di finire sotto processo, a Tivoli, per i presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. E' quanto emerge dall'avviso di chiusura indagine notificata oggi ai difensori degli indagati. Chiesta
Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. Gli indagati hanno sempre respinto le accuse. Alla luce della notifica dell'avviso di chiusura indagine, per gli indagati si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio.
I difensori dei quattro hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006.
PM, BIMBI SOTTOPOSTI A SEVIZIE E CRUDELTA'
Affidati alle maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci "per ragioni di istruzione", gli indagati sottoponevano i bambini "ad atti di sevizie e crudelta". E' quanto scrive il pm Marco Mansi nel capo di imputazione nei confronti degli indagati dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali in danno di 21 bambini della scuola "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Secondo il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dell'autore televisivo Gianfranco Scancarello, sarebbero stati commessi in concorso con "soggetti non identificati in numero di cinque o più". Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell' abuso di autorità o relazione domestica o di ufficio "derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere" e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (di età all'epoca dei fatti dai tre ai cinque anni)
Bambini legati e spogliati - Nell'atto di chiusura indagine, firmato soltanto dal pm Marco Mansi e non dal procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy, si parla bambini "maltrattati sottoposti a percosse, nonché legati dopo essere stati spogliati". Sugli stessi bambini, secondo il pm, venivano poi praticati "con l'uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazioni di sostanze varie quali narcotici, stupefacenti o altre lesive della salute delle persone alcune contenenti benzodiazepine e li terrorizzavano vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora, con l'uso di cappucci e mostrandosi con i medesimi completamente o parzialmente nudi".
Minacce di morte per giochi erotici - Minacce di morte per i genitori o di danni fisici e uso della violenza per indurre i bambini "a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti, con l'inserimento di suddetti strumenti nei genitali femminili delle bambine e uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile". E' un altro dei punti del capo di imputazione del pm di Tivoli, Marco Mansi, nei confronti dei quattro indagati dei presunti abusi sessuali in danno di 21 bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Secondo il pm i quattro facevano assistere i bambini "o partecipare attivamente ad atti a sfondo sessuale in particolare toccamenti, percosse reciproche, sodomizzazioni, masturbazioni, penetrazioni, tra loro e altri soggetti non identificati". Sempre secondo la procura i bambini venivano sottoposti "a giochi a sfondo sessuale tra loro o con gli stessi indagati, denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, 'il gioco della puntura', 'il gioco del pisello', nel corso dei quali i bambini subivano penetrazioni o dovevano toccare i genitali degli adulti e altre zone erogene, commettendo (gli indagati) atti di violenza sessuale in gruppo e comunque i bambini riuniti nel medesimo posto".
DIFENSORI, RIPROPOSTI FATTI GIA' SMENTITI
"Siamo sorpresi perché vengono riproposte contestazioni già smentite". Così l'avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello, insieme con l'avvocato Franco Coppi, commenta la chiusura indagini della procura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. "Si tratta di fatti - ha aggiunto - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini in sede di incidente probatorio". "Ce lo aspettavamo", ha dichiarato Ippolita Naso, legale di Silvana Magalotti, l'esito dell'indagine della procura di Tivoli "era scontato". "Si tratta - ha detto l'avvocato Giosué Bruno Naso, legale anche lui della Magalotti - di una ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura. Non c'é stato un minimo di onestà intellettuale per cercare di riconoscere e correggere questo errore. Una inchiesta, inoltre, fatta con grande dispiego di mezzi e energie e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni. E nel capo di imputazione si parla ancora di macchine e abitazioni".
PARTI CIVILI, INDAGINI E ACCUSE VALIDE
"Dopo due anni di indagine la procura di Tivoli dimostra una determinazione che può essere solo frutto di una ipotesi accusatoria validamente supportata dalle indagini". E' quanto sostengono gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino che difendono cinque famiglie di bimbi alunni della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, presunti vittime di abusi sessuali. "Adesso pensiamo a tutelare e proteggere i bambini - aggiungono Cardamome e Merlino - molti dei quali sono ancora sottoposti a cure psicologiche per i traumi evindentemente subiti".
dal Corrieredellasera.it del 13 01.2009
GLI AVVOCATI DELLA DIFESA: «RIPROPOSTI FATTI GIÀ SMENTITI»
Rignano, l'accusa del pm:
«Minacce ai bimbi e ai genitori»
Chiuse le indagini sui presunti abusi nella scuola materna: quattro verso la richiesta di rinvio a giudizio
(Emmevi)
ROMA - Li hanno presi e «privandoli della libertà personale» li hanno portati «in abitazioni private, nel bagno o in un'aula o in un punto riparato sottostante la scuola frequentata dai minori, ovvero in altri luoghi non identificati». Si sono serviti dell'utilitaria di Marisa Pucci ma anche di un «pulmino-furgone sottraendoli e ritenendoli contro la volontà espressa o tacita dei rispettivi genitori». È quanto scrive il pm, Marco Mansi, nel capo di imputazione nei confronti degli indagati dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Gli indagati, oltre alla Pucci, sono le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e l'autore tv Gianfranco Scancarello. Per loro si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. La Procura si prepara invece a chiedere l'archiviazione per un'altra insegnante, Assunta Pisani, per la bidella Cristina Lunerti e per l'immigrato cingalese Kelum Weramuni Da Silva.
LE ACCUSE - Secondo l'accusa i bambini sono stati indotti «con l'uso della violenza o minacce di danni fisici o di morte anche ai rispettivi genitori - a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale». «I bambini - scrive la procura - venivano sottoposti a giochi a sfondo sessuale tra loro o con gli stessi indagati, denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, 'il gioco della puntura', 'il gioco del pisello', nel corso dei quali i bambini subivano penetrazioni o dovevano toccare i genitali degli adulti e altre zone erogene, commettendo (gli indagati) atti di violenza sessuale in gruppo». Per il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dall'autore televisivo, sarebbero stati commessi in concorso con «soggetti non identificati in numero di cinque o più». Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell'abuso di autorità o relazione domestica o di ufficio «derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere» e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (che all'epoca dei fatti avevano dai tre ai cinque anni).
LA DIFESA - «Siamo sorpresi perché vengono riproposte contestazioni già smentite»: l'avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello, insieme con l'avvocato Franco Coppi, commenta la chiusura indagini. «Si tratta di fatti - ha aggiunto - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del Riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini in sede di incidente probatorio». «Ce lo aspettavamo», ha dichiarato Ippolita Naso, legale di Silvana Magalotti, l'esito dell'indagine della procura di Tivoli «era scontato». «Si tratta - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale anche lui della Magalotti - di una ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura. Non c'è stato un minimo di onestà intellettuale per cercare di riconoscere e correggere questo errore. Una inchiesta, inoltre, fatta con grande dispiego di mezzi e energie e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni. E nel capo di imputazione si parla ancora di macchine e abitazioni».
IL CASO -In effetti su molti punti la ricostruzione del pm, un vero e proprio «viaggio nell'orrore», appare molto simile all'ordinanza di custodia cautelare del gip Elvira Tamburelli eseguita nell'aprile del 2007 e successivamente annullata dal tribunale del Riesame di Roma che dispose la liberazione degli indagati allora arrestati. Decisione, questa confermata, il 18 settembre successivo dalla Cassazione. «Allo stato delle investigazioni - si leggeva nelle motivazioni della decisione - è consentito rilevare che, se vi sono state violenze sessuali, esse sono state perpetrate con modalità differenti da quelle riferite nelle denunce». In pratica la Cassazione invitava gli inquirenti a seguire una pista diversa da quella in base alla quale i presunti abusi sarebbero avvenuti in ambito scolastico. Secondo la Cassazione, inoltre, i genitori dei bambini vittime dei presunti abusi avrebbero, in qualche modo, esercitato una certa influenza sui bambini. Nel corso delle indagini furono svolti anche due incidenti probatori: uno vide coinvolti i minori presunte vittime di abusi, uno riguardò i numerosi oggetti sequestrati. Il primo in particolare riguardò l'acquisizione delle dichiarazioni dei bambini, previa valutazione della loro idoneità a testimoniare.
Dall'agenzia Ansa.it del 13.01.2009 ore 14.10
PEDOFILIA: RIGNANO, IN 4 RISCHIANO IL PROCESSO
ROMA - Tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, rischiano di finire sotto processo, a Tivoli, per i presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. E' quanto emerge dall'avviso di chiusura indagine notificata oggi ai difensori degli indagati. Chiesta
Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. Gli indagati hanno sempre respinto le accuse. Alla luce della notifica dell'avviso di chiusura indagine, per gli indagati si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio.
I difensori dei quattro hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006.
PM, BIMBI SOTTOPOSTI A SEVIZIE E CRUDELTA'
Affidati alle maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci "per ragioni di istruzione", gli indagati sottoponevano i bambini "ad atti di sevizie e crudelta". E' quanto scrive il pm Marco Mansi nel capo di imputazione nei confronti degli indagati dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali in danno di 21 bambini della scuola "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Secondo il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dell'autore televisivo Gianfranco Scancarello, sarebbero stati commessi in concorso con "soggetti non identificati in numero di cinque o più". Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell' abuso di autorità o relazione domestica o di ufficio "derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere" e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (di età all'epoca dei fatti dai tre ai cinque anni)
Bambini legati e spogliati - Nell'atto di chiusura indagine, firmato soltanto dal pm Marco Mansi e non dal procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy, si parla bambini "maltrattati sottoposti a percosse, nonché legati dopo essere stati spogliati". Sugli stessi bambini, secondo il pm, venivano poi praticati "con l'uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazioni di sostanze varie quali narcotici, stupefacenti o altre lesive della salute delle persone alcune contenenti benzodiazepine e li terrorizzavano vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora, con l'uso di cappucci e mostrandosi con i medesimi completamente o parzialmente nudi".
Minacce di morte per giochi erotici - Minacce di morte per i genitori o di danni fisici e uso della violenza per indurre i bambini "a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti, con l'inserimento di suddetti strumenti nei genitali femminili delle bambine e uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile". E' un altro dei punti del capo di imputazione del pm di Tivoli, Marco Mansi, nei confronti dei quattro indagati dei presunti abusi sessuali in danno di 21 bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Secondo il pm i quattro facevano assistere i bambini "o partecipare attivamente ad atti a sfondo sessuale in particolare toccamenti, percosse reciproche, sodomizzazioni, masturbazioni, penetrazioni, tra loro e altri soggetti non identificati". Sempre secondo la procura i bambini venivano sottoposti "a giochi a sfondo sessuale tra loro o con gli stessi indagati, denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, 'il gioco della puntura', 'il gioco del pisello', nel corso dei quali i bambini subivano penetrazioni o dovevano toccare i genitali degli adulti e altre zone erogene, commettendo (gli indagati) atti di violenza sessuale in gruppo e comunque i bambini riuniti nel medesimo posto".
DIFENSORI, RIPROPOSTI FATTI GIA' SMENTITI
"Siamo sorpresi perché vengono riproposte contestazioni già smentite". Così l'avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello, insieme con l'avvocato Franco Coppi, commenta la chiusura indagini della procura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. "Si tratta di fatti - ha aggiunto - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini in sede di incidente probatorio". "Ce lo aspettavamo", ha dichiarato Ippolita Naso, legale di Silvana Magalotti, l'esito dell'indagine della procura di Tivoli "era scontato". "Si tratta - ha detto l'avvocato Giosué Bruno Naso, legale anche lui della Magalotti - di una ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura. Non c'é stato un minimo di onestà intellettuale per cercare di riconoscere e correggere questo errore. Una inchiesta, inoltre, fatta con grande dispiego di mezzi e energie e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni. E nel capo di imputazione si parla ancora di macchine e abitazioni".
PARTI CIVILI, INDAGINI E ACCUSE VALIDE
"Dopo due anni di indagine la procura di Tivoli dimostra una determinazione che può essere solo frutto di una ipotesi accusatoria validamente supportata dalle indagini". E' quanto sostengono gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino che difendono cinque famiglie di bimbi alunni della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, presunti vittime di abusi sessuali. "Adesso pensiamo a tutelare e proteggere i bambini - aggiungono Cardamome e Merlino - molti dei quali sono ancora sottoposti a cure psicologiche per i traumi evindentemente subiti".
dal Corrieredellasera.it del 13 01.2009
GLI AVVOCATI DELLA DIFESA: «RIPROPOSTI FATTI GIÀ SMENTITI»
Rignano, l'accusa del pm:
«Minacce ai bimbi e ai genitori»
Chiuse le indagini sui presunti abusi nella scuola materna: quattro verso la richiesta di rinvio a giudizio
(Emmevi)
ROMA - Li hanno presi e «privandoli della libertà personale» li hanno portati «in abitazioni private, nel bagno o in un'aula o in un punto riparato sottostante la scuola frequentata dai minori, ovvero in altri luoghi non identificati». Si sono serviti dell'utilitaria di Marisa Pucci ma anche di un «pulmino-furgone sottraendoli e ritenendoli contro la volontà espressa o tacita dei rispettivi genitori». È quanto scrive il pm, Marco Mansi, nel capo di imputazione nei confronti degli indagati dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Gli indagati, oltre alla Pucci, sono le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e l'autore tv Gianfranco Scancarello. Per loro si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. La Procura si prepara invece a chiedere l'archiviazione per un'altra insegnante, Assunta Pisani, per la bidella Cristina Lunerti e per l'immigrato cingalese Kelum Weramuni Da Silva.
LE ACCUSE - Secondo l'accusa i bambini sono stati indotti «con l'uso della violenza o minacce di danni fisici o di morte anche ai rispettivi genitori - a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale». «I bambini - scrive la procura - venivano sottoposti a giochi a sfondo sessuale tra loro o con gli stessi indagati, denominati, secondo quanto riferito dalle giovani vittime, 'il gioco della puntura', 'il gioco del pisello', nel corso dei quali i bambini subivano penetrazioni o dovevano toccare i genitali degli adulti e altre zone erogene, commettendo (gli indagati) atti di violenza sessuale in gruppo». Per il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dall'autore televisivo, sarebbero stati commessi in concorso con «soggetti non identificati in numero di cinque o più». Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell'abuso di autorità o relazione domestica o di ufficio «derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere» e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (che all'epoca dei fatti avevano dai tre ai cinque anni).
LA DIFESA - «Siamo sorpresi perché vengono riproposte contestazioni già smentite»: l'avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello, insieme con l'avvocato Franco Coppi, commenta la chiusura indagini. «Si tratta di fatti - ha aggiunto - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del Riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini in sede di incidente probatorio». «Ce lo aspettavamo», ha dichiarato Ippolita Naso, legale di Silvana Magalotti, l'esito dell'indagine della procura di Tivoli «era scontato». «Si tratta - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale anche lui della Magalotti - di una ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura. Non c'è stato un minimo di onestà intellettuale per cercare di riconoscere e correggere questo errore. Una inchiesta, inoltre, fatta con grande dispiego di mezzi e energie e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni. E nel capo di imputazione si parla ancora di macchine e abitazioni».
IL CASO -In effetti su molti punti la ricostruzione del pm, un vero e proprio «viaggio nell'orrore», appare molto simile all'ordinanza di custodia cautelare del gip Elvira Tamburelli eseguita nell'aprile del 2007 e successivamente annullata dal tribunale del Riesame di Roma che dispose la liberazione degli indagati allora arrestati. Decisione, questa confermata, il 18 settembre successivo dalla Cassazione. «Allo stato delle investigazioni - si leggeva nelle motivazioni della decisione - è consentito rilevare che, se vi sono state violenze sessuali, esse sono state perpetrate con modalità differenti da quelle riferite nelle denunce». In pratica la Cassazione invitava gli inquirenti a seguire una pista diversa da quella in base alla quale i presunti abusi sarebbero avvenuti in ambito scolastico. Secondo la Cassazione, inoltre, i genitori dei bambini vittime dei presunti abusi avrebbero, in qualche modo, esercitato una certa influenza sui bambini. Nel corso delle indagini furono svolti anche due incidenti probatori: uno vide coinvolti i minori presunte vittime di abusi, uno riguardò i numerosi oggetti sequestrati. Il primo in particolare riguardò l'acquisizione delle dichiarazioni dei bambini, previa valutazione della loro idoneità a testimoniare.
martedì 6 gennaio 2009
Rignano Flaminio: verso la notifica di avviso chiusura indagini
Oggi, giorno dell'Epifania, un episodio di cronaca, che ha suscitato tante reazione nell'opinone pubblica, ritorna alla ribalta con tutto il suo carico di interrogativi che attendono una risposta per il bene delle piccole, presunte vittime.
Infatti la Procura di Tivoli, titolare dell'inchiesta, sta per notificare ad alcuni indagati l'avviso di chiusura indagini. Le posizioni degli indagati sono differenti, per alcuni potrebbe essere richiesta l'archiviazione, per altri, richiesto il rinvio a giudizio. Occorre leggere con attenzione prima di costruirsi un'opinione, in un caso delicato come questo e per il tema così disturbante come la pedofilia.
La difficoltà maggiore, secondo me, è che non sono stati trovati riscontri oggettivi alle testimonianze dei bambini(rilievi e indagini su materiale biologico dei Ris di Messina su oggetti e nei luoghi presunti delle violenze, e accertamenti medico-legali sui testimoni per sospetti abusi). Inoltre contravvendo alle linee guida di audizione dei minori (Carta di Noto e successivo aggiornamento) le testimonianze rese per il primissimo tempo non erano state videoregistrate, come prevede la normativa, impedendo una valutazione oggettiva delle stesse. Se le testimonianze acquisite in questa modalità rimarranno l'unico elemento di prova in mano all'accusa, la difesa potrà opporre significative controprove.
Da Ansa.it del 6.01.09 ore 20.03
RIGNANO: SPUNTA 'TERZO SITO' ABUSI
E' un casolare di campagna, a primavera si decide su processo
(ANSA) - ROMA, 6 GEN -Passato al setaccio il 'terzo sito' in cui potrebbero essere avvenuti episodi di pedofilia ai danni di bimbi dell'asilo di Rignano Flaminio. E' un casolare nei pressi del paese. Dopo 2 anni di indagini il caso dei presunti abusi avvenuti fino al 2006 nella scuola materna Olga Rovere approdera' in primavera in un'aula di giustizia.La procura di Tivoli ha concluso gli accertamenti e sta per notificare ad alcuni dei 7 indagati l'avviso di chiusura indagini che precede l'eventuale rinvio a giudizio.
Da IlMessaggero.it del 6.01.09 sezione Roma-Provincia
Rignano, presunti abusi: trovato terzo sito
A primavera si decide sul processo
ROMA (6 gennaio) - Si terrà in primavera l'udienza del gup di Tivoli per stabilire se debbano finire sotto processo alcuni dei sette indagati per i presunti abusi sessuali ai danni di una ventina di bambini della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. La procura ha concluso gli accertamenti, e a giorni l'esito sarà notificato agli indagati. Sembra che alcuni di loro rischino di finire sotto processo, ed è già pronto un avviso di chiusura indagine. Si tratta della procedura che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Per gli altri, invece, si va verso una richiesta di archiviazione. La differenza tra un gruppo e l'altro sta nel fatto che, per gli appartenenti al primo, sono stati raccolti ulteriori elementi dopo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare.
Tra i possibili destinatari delle richieste di archiviazione da parte del procuratore Luigi De Ficchy e del pm Marco Mansi ci sarebbe il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Anche la posizione della bidella Cristina Lunerti sembra piuttosto debole. Nell'inchiesta sono coinvolte le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti e Assunta Pisani, nonché l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio. La vicenda, cominciata nel 2006 con le prime denunce di genitori, ebbe un improvvisa accelerazione nell'aprile 2007 con una serie di arresti.
Individuato il terzo sito dei presunti abusi. Intanto è stato individuato e passato al setaccio dagli inquirenti il cosidetto "terzo sito" nel quale, secondo la procura di Tivoli, potrebbero essere avvenuti alcuni dei presunti episodi di pedofilia. Si tratta di un casolare nelle campagne del paese, al quale sono risaliti gli agenti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Tivoli. In precedenza i carabinieri avevano perquisito ed effettuato prelievi in una delle abitazioni delle maestre indagate e in un altro casolare. Dalla scoperta del secondo casolare e dagli ulteriori accertamenti disposti dalla procura, potrebbero essere emersi elementi in grado di dare nuova linfa all'inchiesta, dopo la sentenza del tribunale del Riesame di Roma che, il 10 maggio 2007, aveva disposto la scarcerazione degli indagati per mancanza di indizi certi. La sentenza del Riesame fa da spartiacque nell'inchiesta, in quanto il quadro indiziario antecedente al maggio 2007 avrebbe portato all'archiviazione del caso. Se, come tutto lascia prevedere, ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di alcuni dei sette indagati, tutto dipenderà dagli sviluppi successivi delle indagini, tra i quali appunto l'individuazione del possibile luogo in cui sarebbero avvenute le violenze sessuali.
I genitori dei bambini: abusi certi, serve il processo. «E' certo che alcuni alunni dell'asilo "Olga Rovere" hanno subìto traumi di natura sessuale: lo hanno certificato molti psicologi, tra i quali quelli dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, cui si sono rivolti i genitori. La circostanza è stata confermata anche dai consulenti della Procura di Tivoli. Quindi è indispensabile arrivare al dibattimento per stabilire chi e dove ha inflitto tali traumi ai bambini». Questo, in sintesi, il commento dei responsabili dell'Associazione genitori Rignano Flaminio (Agerif) alla notizia della chiusura delle indagini da parte delle procura di Tivoli sui presunti episodi di pedofilia che sarebbero avvenuti nell'asilo del paese alle porte di Roma. «Noi - dicono all'Agerif - vogliamo sapere la verità. Qualora gli indagati venissero prosciolti resterebbero da individuare e perseguire i responsabili delle violenze sessuali certe e verificate».
Da IlMessaggero.it del 6.01.09
Indagini chiuse: quattro maestre verso il rinvio a giudizio
articolo di Valentina Errante
ROMA (6 gennaio) - Indagini chiuse. Si sono conclusi gli accertamenti sui presunti abusi sessuali nei confronti dei piccoli alunni della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy e il pm Marco Mansi sono pronti a chiedere quattro rinvii a giudizio per alcune delle maestre finite sott’accusa. Per gli altri tre indagati sarebbe già stata chiesta l’archiviazione.
L’avviso di chiusura indagini, firmato lo scorso dicembre, dovrebbe essere notificato agli avvocati nei prossimi giorni. L’atto, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda solo alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta che per mesi è stata al centro di polemiche. Una vicenda controversa che ha aperto un vero e proprio scontro tra gli abitanti del piccolo centro alle porte di Roma.
A rischiare il processo sarebbero le maestre indicate nel corso degli incidenti probatori dai bambini della Olga Rovere ascoltati prima da un team di specialisti e poi dal gip Elvira Tamburelli. Gli indagati, che riceveranno l’avviso di chiusura indagini, però potrebbero ancora vedere archiviata la propria posizione: i legali avranno quindici giorni di tempo per presentare memorie e nuovi elementi o sollecitare interrogatori.
L’inchiesta sui presunti episodi di pedofilia era partita nell’estate del 2006. I genitori di alcuni bambini avevano presentano ai carabinieri pesantissime denunce nei confronti di alcuni insegnanti della scuola. Poi, a catena, nei giorni successivi, ne erano arrivate altre. Fino a coinvolgere ventidue dei piccoli alunni. Sul registro degli indagati erano finiti i nomi di tre maestre, una bidella, un immigrato cingalese e del marito di una delle insegnanti. Alcuni mesi dopo c’era stato un blitz nella scuola, nell’aprile successivo erano scattati gli arresti, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti erano finite in carcere. Con loro, il marito della Magalotti, l’autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Il nome di un’altra maestra intanto era stato iscritto sul registro degli indagati. Poi il Tribunale del Riesame e la Cassazione avevano annullato i provvedimenti. I racconti dei bambini non erano stati registrati e nessuna traccia dei piccoli era stata rilevata dal Ris nei luoghi dei presunti abusi.
Nessuna testimonianza confermava che i bambini, tutti tra i quattro e i cinque anni, fossero stati portati fuori dall’istituto durante le ore scolastiche e sui bambini non erano state riscontrate tracce di violenza fisica. Intanto la procura aveva ottenuto gli incidenti probatori. I primi diciannove bambini sono stati sentiti per ripetere le accuse alle insegnanti, ma non tutti i racconti sono risultati lineari. Poi altri sono stati chiamati a testimoniare.
Infatti la Procura di Tivoli, titolare dell'inchiesta, sta per notificare ad alcuni indagati l'avviso di chiusura indagini. Le posizioni degli indagati sono differenti, per alcuni potrebbe essere richiesta l'archiviazione, per altri, richiesto il rinvio a giudizio. Occorre leggere con attenzione prima di costruirsi un'opinione, in un caso delicato come questo e per il tema così disturbante come la pedofilia.
La difficoltà maggiore, secondo me, è che non sono stati trovati riscontri oggettivi alle testimonianze dei bambini(rilievi e indagini su materiale biologico dei Ris di Messina su oggetti e nei luoghi presunti delle violenze, e accertamenti medico-legali sui testimoni per sospetti abusi). Inoltre contravvendo alle linee guida di audizione dei minori (Carta di Noto e successivo aggiornamento) le testimonianze rese per il primissimo tempo non erano state videoregistrate, come prevede la normativa, impedendo una valutazione oggettiva delle stesse. Se le testimonianze acquisite in questa modalità rimarranno l'unico elemento di prova in mano all'accusa, la difesa potrà opporre significative controprove.
Da Ansa.it del 6.01.09 ore 20.03
RIGNANO: SPUNTA 'TERZO SITO' ABUSI
E' un casolare di campagna, a primavera si decide su processo
(ANSA) - ROMA, 6 GEN -Passato al setaccio il 'terzo sito' in cui potrebbero essere avvenuti episodi di pedofilia ai danni di bimbi dell'asilo di Rignano Flaminio. E' un casolare nei pressi del paese. Dopo 2 anni di indagini il caso dei presunti abusi avvenuti fino al 2006 nella scuola materna Olga Rovere approdera' in primavera in un'aula di giustizia.La procura di Tivoli ha concluso gli accertamenti e sta per notificare ad alcuni dei 7 indagati l'avviso di chiusura indagini che precede l'eventuale rinvio a giudizio.
Da IlMessaggero.it del 6.01.09 sezione Roma-Provincia
Rignano, presunti abusi: trovato terzo sito
A primavera si decide sul processo
ROMA (6 gennaio) - Si terrà in primavera l'udienza del gup di Tivoli per stabilire se debbano finire sotto processo alcuni dei sette indagati per i presunti abusi sessuali ai danni di una ventina di bambini della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. La procura ha concluso gli accertamenti, e a giorni l'esito sarà notificato agli indagati. Sembra che alcuni di loro rischino di finire sotto processo, ed è già pronto un avviso di chiusura indagine. Si tratta della procedura che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Per gli altri, invece, si va verso una richiesta di archiviazione. La differenza tra un gruppo e l'altro sta nel fatto che, per gli appartenenti al primo, sono stati raccolti ulteriori elementi dopo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare.
Tra i possibili destinatari delle richieste di archiviazione da parte del procuratore Luigi De Ficchy e del pm Marco Mansi ci sarebbe il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Anche la posizione della bidella Cristina Lunerti sembra piuttosto debole. Nell'inchiesta sono coinvolte le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti e Assunta Pisani, nonché l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio. La vicenda, cominciata nel 2006 con le prime denunce di genitori, ebbe un improvvisa accelerazione nell'aprile 2007 con una serie di arresti.
Individuato il terzo sito dei presunti abusi. Intanto è stato individuato e passato al setaccio dagli inquirenti il cosidetto "terzo sito" nel quale, secondo la procura di Tivoli, potrebbero essere avvenuti alcuni dei presunti episodi di pedofilia. Si tratta di un casolare nelle campagne del paese, al quale sono risaliti gli agenti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Tivoli. In precedenza i carabinieri avevano perquisito ed effettuato prelievi in una delle abitazioni delle maestre indagate e in un altro casolare. Dalla scoperta del secondo casolare e dagli ulteriori accertamenti disposti dalla procura, potrebbero essere emersi elementi in grado di dare nuova linfa all'inchiesta, dopo la sentenza del tribunale del Riesame di Roma che, il 10 maggio 2007, aveva disposto la scarcerazione degli indagati per mancanza di indizi certi. La sentenza del Riesame fa da spartiacque nell'inchiesta, in quanto il quadro indiziario antecedente al maggio 2007 avrebbe portato all'archiviazione del caso. Se, come tutto lascia prevedere, ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di alcuni dei sette indagati, tutto dipenderà dagli sviluppi successivi delle indagini, tra i quali appunto l'individuazione del possibile luogo in cui sarebbero avvenute le violenze sessuali.
I genitori dei bambini: abusi certi, serve il processo. «E' certo che alcuni alunni dell'asilo "Olga Rovere" hanno subìto traumi di natura sessuale: lo hanno certificato molti psicologi, tra i quali quelli dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, cui si sono rivolti i genitori. La circostanza è stata confermata anche dai consulenti della Procura di Tivoli. Quindi è indispensabile arrivare al dibattimento per stabilire chi e dove ha inflitto tali traumi ai bambini». Questo, in sintesi, il commento dei responsabili dell'Associazione genitori Rignano Flaminio (Agerif) alla notizia della chiusura delle indagini da parte delle procura di Tivoli sui presunti episodi di pedofilia che sarebbero avvenuti nell'asilo del paese alle porte di Roma. «Noi - dicono all'Agerif - vogliamo sapere la verità. Qualora gli indagati venissero prosciolti resterebbero da individuare e perseguire i responsabili delle violenze sessuali certe e verificate».
Da IlMessaggero.it del 6.01.09
Indagini chiuse: quattro maestre verso il rinvio a giudizio
articolo di Valentina Errante
ROMA (6 gennaio) - Indagini chiuse. Si sono conclusi gli accertamenti sui presunti abusi sessuali nei confronti dei piccoli alunni della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy e il pm Marco Mansi sono pronti a chiedere quattro rinvii a giudizio per alcune delle maestre finite sott’accusa. Per gli altri tre indagati sarebbe già stata chiesta l’archiviazione.
L’avviso di chiusura indagini, firmato lo scorso dicembre, dovrebbe essere notificato agli avvocati nei prossimi giorni. L’atto, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda solo alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta che per mesi è stata al centro di polemiche. Una vicenda controversa che ha aperto un vero e proprio scontro tra gli abitanti del piccolo centro alle porte di Roma.
A rischiare il processo sarebbero le maestre indicate nel corso degli incidenti probatori dai bambini della Olga Rovere ascoltati prima da un team di specialisti e poi dal gip Elvira Tamburelli. Gli indagati, che riceveranno l’avviso di chiusura indagini, però potrebbero ancora vedere archiviata la propria posizione: i legali avranno quindici giorni di tempo per presentare memorie e nuovi elementi o sollecitare interrogatori.
L’inchiesta sui presunti episodi di pedofilia era partita nell’estate del 2006. I genitori di alcuni bambini avevano presentano ai carabinieri pesantissime denunce nei confronti di alcuni insegnanti della scuola. Poi, a catena, nei giorni successivi, ne erano arrivate altre. Fino a coinvolgere ventidue dei piccoli alunni. Sul registro degli indagati erano finiti i nomi di tre maestre, una bidella, un immigrato cingalese e del marito di una delle insegnanti. Alcuni mesi dopo c’era stato un blitz nella scuola, nell’aprile successivo erano scattati gli arresti, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti erano finite in carcere. Con loro, il marito della Magalotti, l’autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Il nome di un’altra maestra intanto era stato iscritto sul registro degli indagati. Poi il Tribunale del Riesame e la Cassazione avevano annullato i provvedimenti. I racconti dei bambini non erano stati registrati e nessuna traccia dei piccoli era stata rilevata dal Ris nei luoghi dei presunti abusi.
Nessuna testimonianza confermava che i bambini, tutti tra i quattro e i cinque anni, fossero stati portati fuori dall’istituto durante le ore scolastiche e sui bambini non erano state riscontrate tracce di violenza fisica. Intanto la procura aveva ottenuto gli incidenti probatori. I primi diciannove bambini sono stati sentiti per ripetere le accuse alle insegnanti, ma non tutti i racconti sono risultati lineari. Poi altri sono stati chiamati a testimoniare.
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