Dall'agenzia Ansa del 18.11.2008 ore 10.42
Nuovo omicidio maturata fra le mura domestiche, incomiciamo ad analizzarlo a partire dal dispaccio di agenzia Ansa
UCCIDE ANZIANA MADRE NEL MILANESE
Donna di 57 anni accusata di omicidio volontario premeditato
(ANSA) - MILANO, 18 NOV - Una donna di 57 anni, Mariangela Ginetti, ha soffocato nel sonno la madre di 83, Virgina Selmi, costretta a letto da un ictus da 6 anni. E' accaduto a Pogliano Milanese. La donna voleva poi convincere il fratello di 60 anni a uccidersi con lei e, dopo il suo rifiuto ha pensato di suicidarsi: dopo essere salita su uno sgabello per buttarsi dal terzo piano, non ha avuto il coraggio di farlo. Ha poi chiamato i Cc confessando. Dovra' rispondere di omicidio volontario e premeditato.
mercoledì 19 novembre 2008
lunedì 17 novembre 2008
Analisi degli articoli sulla strage di Erba
I tre articoli affrontano in modo simile il tema e sono evidenti gli elementi in comune che derivano dalla fonte di agenzia.
Innanzi tutto ricorre in tutti la frase effetto della requisitoria del pubblico ministero Astori; "Oggi ripercorriamo un viaggio nell'orrore", quindi continuano con la descrizione di come siano avvenuti gli omicidi, infine quella che è definita macabra contabilità dei colpi inferti, 76 ,distinti in diverse tipologie.
Questi primi elementi hanno la funzione di innescare l'interesse del lettore con un richiamo al ricordo della visione della strage cruenta, i particolari delle esecuzione degli omicidi trattengono il lettore, al quale, improvvisamente, viene rivelata la dichiarazione del padre e nonno, marito di tre delle vittime, che annuncia di non voler il carcere a vita per i due imputati, ma, piuttosto un ravvedimento e un loro recupero alla società civile.
Dall'orrore al perdono la sensazione di chi legge è di disorientamento, quando ci si aspetterebbe una richiesta di giustizia esemplare, di massima pena commisurata alla gravità della strage, ecco invece irrompere un'apertura al perdono, difficile da comprendere per il senso comune, non per i valori morali del signor Castagna.
I successivi passi riguardanti preannunciate dichiarazioni spontanee di Olindo Romano e la presenza di curiosi che desiderano assistere all'udienza non sorprendono, sembrano far parte di un repertorio già scritto.
La curiosità che spinge gente comune nelle aule di giustizia con l'intento di vedere da vicino gli assassini,in questo caso in coppia, con la speranza di scrutare e scoprire segni di emozioni sui loro volti, ha anche una funzione di regolazione dell'ansia derivante dal timore che fatti così gravi possano maturare in contesti così familiari e comuni come quelli condominiali.
Quanti possono affermare di non avere un vicino insopportabile nel proprio condomino?
La strage di Erba ha avuto come effetto secondario quello di attirare l'attenzione sulla diffusissima litigiosità condominale, che ha dato alla cronaca numerosi casi di omicidi maturati fra le mura domestiche.
Da quel momento è aumentata la percezione di insicurezza in presenza di liti condominiali in atto.
Il fatto che oltre il 50% delle cause civili abbia per oggetto liti condominali deve far riflettere più in profondità sulle cause possibili.
In linea teorica e generale si può affermare che il sentimento di tolleranza nei confronti dei comportamenti del prossimo non in linea con i nostri è sensibilmente diminuito, la soglia di tolleranza abbassandosi a tal punto che futili motivi possono scatenare repertori di comportamenti molesti, se non addirittura violenti.
Ma cosa si nasconde in questa insofferenza? Domanda di non facile risposta e soprattutto non univoca: molti fattori possono aver influito, da caratteristiche di personalità al disagio sociale, alla crescenti difficoltà economiche, all'avversione per i "diversi" per provenienza geografica o cultura.
Rimane il fatto che oggi, se ci è possibile, cerchiamo di evitare i contatti con i vicini di casa, se non proprio costretti dalle formalità
Innanzi tutto ricorre in tutti la frase effetto della requisitoria del pubblico ministero Astori; "Oggi ripercorriamo un viaggio nell'orrore", quindi continuano con la descrizione di come siano avvenuti gli omicidi, infine quella che è definita macabra contabilità dei colpi inferti, 76 ,distinti in diverse tipologie.
Questi primi elementi hanno la funzione di innescare l'interesse del lettore con un richiamo al ricordo della visione della strage cruenta, i particolari delle esecuzione degli omicidi trattengono il lettore, al quale, improvvisamente, viene rivelata la dichiarazione del padre e nonno, marito di tre delle vittime, che annuncia di non voler il carcere a vita per i due imputati, ma, piuttosto un ravvedimento e un loro recupero alla società civile.
Dall'orrore al perdono la sensazione di chi legge è di disorientamento, quando ci si aspetterebbe una richiesta di giustizia esemplare, di massima pena commisurata alla gravità della strage, ecco invece irrompere un'apertura al perdono, difficile da comprendere per il senso comune, non per i valori morali del signor Castagna.
I successivi passi riguardanti preannunciate dichiarazioni spontanee di Olindo Romano e la presenza di curiosi che desiderano assistere all'udienza non sorprendono, sembrano far parte di un repertorio già scritto.
La curiosità che spinge gente comune nelle aule di giustizia con l'intento di vedere da vicino gli assassini,in questo caso in coppia, con la speranza di scrutare e scoprire segni di emozioni sui loro volti, ha anche una funzione di regolazione dell'ansia derivante dal timore che fatti così gravi possano maturare in contesti così familiari e comuni come quelli condominiali.
Quanti possono affermare di non avere un vicino insopportabile nel proprio condomino?
La strage di Erba ha avuto come effetto secondario quello di attirare l'attenzione sulla diffusissima litigiosità condominale, che ha dato alla cronaca numerosi casi di omicidi maturati fra le mura domestiche.
Da quel momento è aumentata la percezione di insicurezza in presenza di liti condominiali in atto.
Il fatto che oltre il 50% delle cause civili abbia per oggetto liti condominali deve far riflettere più in profondità sulle cause possibili.
In linea teorica e generale si può affermare che il sentimento di tolleranza nei confronti dei comportamenti del prossimo non in linea con i nostri è sensibilmente diminuito, la soglia di tolleranza abbassandosi a tal punto che futili motivi possono scatenare repertori di comportamenti molesti, se non addirittura violenti.
Ma cosa si nasconde in questa insofferenza? Domanda di non facile risposta e soprattutto non univoca: molti fattori possono aver influito, da caratteristiche di personalità al disagio sociale, alla crescenti difficoltà economiche, all'avversione per i "diversi" per provenienza geografica o cultura.
Rimane il fatto che oggi, se ci è possibile, cerchiamo di evitare i contatti con i vicini di casa, se non proprio costretti dalle formalità
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strage erba e liti condominiali
Strage Erba: dispaccio Agenzia ANSA
17-11-2008 ore 12:12
STRAGE ERBA: PM PREANNUNCIA RICHIESTA ERGASTOLO
COMO - Il pm Massimo Astori, all'inizio della sua requisitoria, ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo" ha detto.
Per il pm Astori l'ergastolo "é l'unica parola possibile". Il magistrato ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna, Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari"
In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e Carlo Castagna, con i figli. Castagna, nella strage di Erba dell'11 dicembre 2006 perse la moglie, la figlia e il nipotino Youssef di poco più di due anni.
Anche oggi c'e' gente in coda per assistere all'udienza del processo
STRAGE ERBA: PM PREANNUNCIA RICHIESTA ERGASTOLO
COMO - Il pm Massimo Astori, all'inizio della sua requisitoria, ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo" ha detto.
Per il pm Astori l'ergastolo "é l'unica parola possibile". Il magistrato ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna, Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari"
In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e Carlo Castagna, con i figli. Castagna, nella strage di Erba dell'11 dicembre 2006 perse la moglie, la figlia e il nipotino Youssef di poco più di due anni.
Anche oggi c'e' gente in coda per assistere all'udienza del processo
Strage Erba/3
Da IlGiornale.it del 17 novembre 2008 ore 14.03
Erba, il pm: "E' un viaggio nell'orrore Ergastolo per Olindo e Rosa Romano"
Il pubblico ministero Massimo AstoriComo - all’inizio della sua requisitoria, ha lasciato intendere che chiederà l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinchè voi giudici possiate scrivere l'unica parola possibile, quella parola che si chiama ergastolo" ha detto. "Oggi faremo un altro viaggio nell’orrore, perché questo processo è stato tutto un viaggio nell’orrore". Il magistrato ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un’ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari".
La ricostruzione "Uno dei più feroci atti criminali che la storia ricordi nel nostro Paese". Questa è stata la strage di Erba per il pm di Como. Astori è giunto solo "alla metà di quel viaggio dell’orrore" attraverso il quale intende dimostrare la responsabilità della coppia. La tragedia, a suo avviso, ebbe il suo prologo nel 2001, nel primo periodo di coabitazione, quando in casa di Raffaella Castagna non era ancora arrivato suo marito Azouz Marzouk. "Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni" ha detto Astori, ma la "scintilla" che la fece esplodere fu quell’atto di citazione per il processo del 13 dicembre 2006, due giorni dopo la strage, intentato da Raffaella Castagna contro i coniugi che l’avevano aggredita. Astori, che durante la requisitoria si avvale di slide e di contributi audio con la registrazione degli interrogatori di Olindo e Rosa, ha fatto anche una cruda contabilità dei colpi che uccisero Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre della donna Paola Galli, la loro vicina di casa, Valeria Cherubini e ferirono gravemente il marito di quest’ultima, Mario Frigerio: 76 colpi dei quali 24 furono le sprangate e 52 le coltellate. L’ultima, nell’appartamento di Raffaelle Castagna, uccise Youssef, di poco più di due anni, e fu "vibrata alla gola senza pietà".
Carlo Castagna: "No all'ergastolo" Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, invita Olindo Romano e Rosa Bazzi a pentirsi e dichiara di non augurarsi che i due coniugi vengano condannati all’ergastolo. In un’intervista a Mattino Cinque, Castagna ha dichiarato: "Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto". Castagna considera che Bazzi e Romano siano delle "vittime a loro volta di un disegno maligno, ricadute in un disegno dal quale secondo me non dovevano assolutamente lasciarsi abbagliare...". Dopo aver spiegato che si augura che Olindo e Rosa "prima o poi possano trovare il senso di quello che hanno compiuto", Castagna spiega di aver "ritenuto che non dovessi vivere odiandoli, sarebbe stato per me una tragedia". E poi l’uomo si spinge anche più in là: "Io sono disponibile se loro avessero desiderio di una mia presa di contatto, di una mia vicinanza , magari anche epistolare, mi sento di essere pronto per frappormi fra i miei cari e loro".
Il processo Sette mesi dopo l’ultima udienza si riapre dunque l’assise. Il calendario prevede la requisitoria dell’accusa, che potrebbe protrarsi anche per più udienze, quindi la parola passerà alle parti civili e infine alla difesa di Romano e Bazzi. I due imputati sono presenti in aula e non è escluso che l’uomo possa fare dichiarazioni spontanee. L’accusa si basa principalmente sulla testimonianza di Mario Frigerio, ferito gravemente ma sopravvissuto alla strage, che ha accusato Olindo Romano. L’uomo prima confessò gli omicidi, quindi ritrattò accusando di gli inquirenti di avergli fatto il lavaggio del cervello, dichiarandosi quindi innocente.
In aula Sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e Carlo Castagna, con i figli. Castagna, nella strage di Erba dell’11 dicembre 2006 perse la moglie (Paola Galli), la figlia (Raffaella) e il nipotino Youssef di poco più di due anni. La quarta vittima fu Valeria Cherubini, moglie di Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage. L'uomo seguirà il processo da casa.
Gente in coda Dalle 7 di questa mattina molte persone sono in fila davanti al tribunale di Como per assistere all’udienza della requisitoria del pm. Almeno una trentina le persone che hanno atteso l’apertura dell’aula al piano terra.
Erba, il pm: "E' un viaggio nell'orrore Ergastolo per Olindo e Rosa Romano"
Il pubblico ministero Massimo AstoriComo - all’inizio della sua requisitoria, ha lasciato intendere che chiederà l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinchè voi giudici possiate scrivere l'unica parola possibile, quella parola che si chiama ergastolo" ha detto. "Oggi faremo un altro viaggio nell’orrore, perché questo processo è stato tutto un viaggio nell’orrore". Il magistrato ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un’ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari".
La ricostruzione "Uno dei più feroci atti criminali che la storia ricordi nel nostro Paese". Questa è stata la strage di Erba per il pm di Como. Astori è giunto solo "alla metà di quel viaggio dell’orrore" attraverso il quale intende dimostrare la responsabilità della coppia. La tragedia, a suo avviso, ebbe il suo prologo nel 2001, nel primo periodo di coabitazione, quando in casa di Raffaella Castagna non era ancora arrivato suo marito Azouz Marzouk. "Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni" ha detto Astori, ma la "scintilla" che la fece esplodere fu quell’atto di citazione per il processo del 13 dicembre 2006, due giorni dopo la strage, intentato da Raffaella Castagna contro i coniugi che l’avevano aggredita. Astori, che durante la requisitoria si avvale di slide e di contributi audio con la registrazione degli interrogatori di Olindo e Rosa, ha fatto anche una cruda contabilità dei colpi che uccisero Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre della donna Paola Galli, la loro vicina di casa, Valeria Cherubini e ferirono gravemente il marito di quest’ultima, Mario Frigerio: 76 colpi dei quali 24 furono le sprangate e 52 le coltellate. L’ultima, nell’appartamento di Raffaelle Castagna, uccise Youssef, di poco più di due anni, e fu "vibrata alla gola senza pietà".
Carlo Castagna: "No all'ergastolo" Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, invita Olindo Romano e Rosa Bazzi a pentirsi e dichiara di non augurarsi che i due coniugi vengano condannati all’ergastolo. In un’intervista a Mattino Cinque, Castagna ha dichiarato: "Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto". Castagna considera che Bazzi e Romano siano delle "vittime a loro volta di un disegno maligno, ricadute in un disegno dal quale secondo me non dovevano assolutamente lasciarsi abbagliare...". Dopo aver spiegato che si augura che Olindo e Rosa "prima o poi possano trovare il senso di quello che hanno compiuto", Castagna spiega di aver "ritenuto che non dovessi vivere odiandoli, sarebbe stato per me una tragedia". E poi l’uomo si spinge anche più in là: "Io sono disponibile se loro avessero desiderio di una mia presa di contatto, di una mia vicinanza , magari anche epistolare, mi sento di essere pronto per frappormi fra i miei cari e loro".
Il processo Sette mesi dopo l’ultima udienza si riapre dunque l’assise. Il calendario prevede la requisitoria dell’accusa, che potrebbe protrarsi anche per più udienze, quindi la parola passerà alle parti civili e infine alla difesa di Romano e Bazzi. I due imputati sono presenti in aula e non è escluso che l’uomo possa fare dichiarazioni spontanee. L’accusa si basa principalmente sulla testimonianza di Mario Frigerio, ferito gravemente ma sopravvissuto alla strage, che ha accusato Olindo Romano. L’uomo prima confessò gli omicidi, quindi ritrattò accusando di gli inquirenti di avergli fatto il lavaggio del cervello, dichiarandosi quindi innocente.
In aula Sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e Carlo Castagna, con i figli. Castagna, nella strage di Erba dell’11 dicembre 2006 perse la moglie (Paola Galli), la figlia (Raffaella) e il nipotino Youssef di poco più di due anni. La quarta vittima fu Valeria Cherubini, moglie di Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage. L'uomo seguirà il processo da casa.
Gente in coda Dalle 7 di questa mattina molte persone sono in fila davanti al tribunale di Como per assistere all’udienza della requisitoria del pm. Almeno una trentina le persone che hanno atteso l’apertura dell’aula al piano terra.
Strage di Erba/2
Da LaRepubblica.it del 17 novembre 2008
Dopo sette mesi di pausa, a Como i coniugi Romano di nuovo in aula
devono rispondere di 4 omicidi, tre premeditati, e di un tentato omicidio
Strage di Erba, riprende il processo
"Oggi un altro viaggio nell'orrore"Udienza incentrata sulla requisitoria del pm che ha parlato di ergastolo
Carlo Castagna: "Non voglio per loro il carcere a vita, devono pentirsi"
COMO - "Oggi faremo un altro viaggio nell'orrore, perché questo processo è stato tutto un viaggio nell'orrore". Così il pm di Como Massimo Astori, dopo 7 mesi di pausa, ha cominciato la sua requisitoria nel processo per la strage di Erba dell'11 dicembre 2006, che vede imputati i coniugi Rosa Bazzi e il marito Olindo Romano. L'uomo prima confessò gli omicidi, quindi ritrattò accusando di gli inquirenti di avergli fatto il lavaggio del cervello, dichiarandosi quindi innocente.
Il magistrato ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per i due coniugi. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinchè voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo" ha detto. La requisitoria del pm occuperà l'intera giornata.
In aula ci sono quasi tutti: manca il supertestimone Mario Frigerio ("Non sta molto bene", ha spiegato il suo legale), ma ci sono i due figli. C'è Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, attualmente detenuto per spaccio di droga, sta facendo da circa due settimane lo sciopero della fame per protestare contro la sua espulsione che scatterà il 1 gennaio prossimo. In aula c'è anche Carlo Castagna, con i figli. L'uomo nella strage perse la moglie, la figlia e il nipotino Youssef di poco più di due anni, ma oggi si augura che i due coniugi non vengano condannati all'ergastolo. "Io non voglio il carcere a vita per loro due" ha detto Castagna, "dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto in alto".
Il pm Astori ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna, Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari".
La requisitoria, che dovrebbe durare circa 7 ore, viene inframmezzata da brevi flash relativi alle registrazioni delle confessioni che marito e moglie resero due giorni dopo l'arresto e poi clamorosamente ritrattate. Rapidamente il magistrato ricostruisce la sera della strage: "Quei 20-25 minuti di inferno". Descrive come furono uccise le quattro vittime, ricorda "come nella prima udienza dissi che su quella strage vi era la firma degli autori. Riteniamo di averlo dimostrato".
Astori spiega: "Ad agire due mani, una sicuramente di un uomo forzuto come Olindo, l'altra debole di una donna e mancina". In pochi minuti gli assassini hanno inferto complessivamente 76 colpi tra sprangate e coltellate contro Raffaella Castagna, la mamma Paola Galli e il figlioletto Yussuf, e poi contro Valeria Cherubini e il marito Mario Frigerio ridotto in fin di vita. Il pm spiega la successione degli omicidi e si sofferma a lungo su come fu ucciso il bambino e da chi. Nel suo viaggio nell'orrore, Astori, spiega quindi come si è arrivati ad individuare nei coniugi Romano gli assassini: "ci si è resi conto che chi aveva compiuto quel massacro si era allontanato dalla cascina dopo essersi ripulito".
Olindo Romano e Rosa Bazzi non solo devono rispondere dell'omicidio volontario di Raffaella Castagna, Paola Galli e Valeria Cherubini, con l'aggravante dei futili motivi, dell'omicidio del piccolo Youssef con anche l'aggravante dell'aver agito su persona indifesa, ma anche del tentato omicidio di Mario Frigerio, marito di Valeria e supertestimone dell'accusa. Per la morte del bambino, di sua nonna e della mamma si contesta l'aggravante della premeditazione.
Secondo la tesi della procura, infatti, Olindo Romano e Rosa Bazzi avrebbero pianificato nell'arco di un anno il massacro pedinando ripetutamente Raffaella Castagna nei suoi spostamenti per recarsi al lavoro. Tutto sarebbe scaturito dalla minaccia di richiesta risarcimento danni per 3.500 euro per le lesioni che la moglie di Azouz Marzouk subì durante una delle solite liti con i coniugi del piano di sopra avvenuta la sera del 31 dicembre 2005. Il processo per quella lite avrebbe dovuto tenersi due giorni dopo la strage.
La sera dell'11 dicembre 2006 i Romano dopo essersi procurati coltelli e spranghe e aver disattivato il contatore della corrente della vicina, sarebbero saliti compiendo l'eccidio. Rosa, come lei ammise nelle prime confessioni poi ritrattate come fece pure il marito, si sarebbe scagliata sul piccolo Youssuf: "Piangeva così forte e mi faceva venire il mal di testa", disse al Gip Nicoletta Cremona. Poi diedero fuoco all'appartamento. Tutto questo pianificato e premeditato.
Nell'uscire però l'elemento imprevisto: i coniugi Frigerio, attirati dalle urla e dal fumo causato dall'incendio, erano scesi per vedere cosa stesse accadendo. Sempre secondo le confessioni ritrattate, Olindo Romano si scagliò su Mario Frigerio sgozzandolo, Rosa Bazzi rincorse Valeria fino alla mansarda superiore massacrandola a coltellate e sprangate.
Quindi tornarono nella loro lavanderia, arrotolarono gli abiti e i guanti indossati in un grosso tappeto che caricarono in auto. Si allontanarono da Erba, andarono in un lavatoio non distante per lavarsi del sangue, raggiunsero il Mc Donald's di Como per crearsi l'albi poi crollato sotto il peso di un misero scontrino. Durante il tragitto gettarono in tre diversi cassonetti, armi e abiti sicuri che sarebbero finiti già all'alba nel forno inceneritore de 'La Guzza' di Como.
Dopo sette mesi di pausa, a Como i coniugi Romano di nuovo in aula
devono rispondere di 4 omicidi, tre premeditati, e di un tentato omicidio
Strage di Erba, riprende il processo
"Oggi un altro viaggio nell'orrore"Udienza incentrata sulla requisitoria del pm che ha parlato di ergastolo
Carlo Castagna: "Non voglio per loro il carcere a vita, devono pentirsi"
COMO - "Oggi faremo un altro viaggio nell'orrore, perché questo processo è stato tutto un viaggio nell'orrore". Così il pm di Como Massimo Astori, dopo 7 mesi di pausa, ha cominciato la sua requisitoria nel processo per la strage di Erba dell'11 dicembre 2006, che vede imputati i coniugi Rosa Bazzi e il marito Olindo Romano. L'uomo prima confessò gli omicidi, quindi ritrattò accusando di gli inquirenti di avergli fatto il lavaggio del cervello, dichiarandosi quindi innocente.
Il magistrato ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per i due coniugi. "Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinchè voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo" ha detto. La requisitoria del pm occuperà l'intera giornata.
In aula ci sono quasi tutti: manca il supertestimone Mario Frigerio ("Non sta molto bene", ha spiegato il suo legale), ma ci sono i due figli. C'è Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, attualmente detenuto per spaccio di droga, sta facendo da circa due settimane lo sciopero della fame per protestare contro la sua espulsione che scatterà il 1 gennaio prossimo. In aula c'è anche Carlo Castagna, con i figli. L'uomo nella strage perse la moglie, la figlia e il nipotino Youssef di poco più di due anni, ma oggi si augura che i due coniugi non vengano condannati all'ergastolo. "Io non voglio il carcere a vita per loro due" ha detto Castagna, "dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto in alto".
Il pm Astori ha quindi cominciato a ricostruire i rapporti tra gli imputati e le vittime: "Raffaella Castagna, Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano". Olindo Romano, inoltre, "spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari".
La requisitoria, che dovrebbe durare circa 7 ore, viene inframmezzata da brevi flash relativi alle registrazioni delle confessioni che marito e moglie resero due giorni dopo l'arresto e poi clamorosamente ritrattate. Rapidamente il magistrato ricostruisce la sera della strage: "Quei 20-25 minuti di inferno". Descrive come furono uccise le quattro vittime, ricorda "come nella prima udienza dissi che su quella strage vi era la firma degli autori. Riteniamo di averlo dimostrato".
Astori spiega: "Ad agire due mani, una sicuramente di un uomo forzuto come Olindo, l'altra debole di una donna e mancina". In pochi minuti gli assassini hanno inferto complessivamente 76 colpi tra sprangate e coltellate contro Raffaella Castagna, la mamma Paola Galli e il figlioletto Yussuf, e poi contro Valeria Cherubini e il marito Mario Frigerio ridotto in fin di vita. Il pm spiega la successione degli omicidi e si sofferma a lungo su come fu ucciso il bambino e da chi. Nel suo viaggio nell'orrore, Astori, spiega quindi come si è arrivati ad individuare nei coniugi Romano gli assassini: "ci si è resi conto che chi aveva compiuto quel massacro si era allontanato dalla cascina dopo essersi ripulito".
Olindo Romano e Rosa Bazzi non solo devono rispondere dell'omicidio volontario di Raffaella Castagna, Paola Galli e Valeria Cherubini, con l'aggravante dei futili motivi, dell'omicidio del piccolo Youssef con anche l'aggravante dell'aver agito su persona indifesa, ma anche del tentato omicidio di Mario Frigerio, marito di Valeria e supertestimone dell'accusa. Per la morte del bambino, di sua nonna e della mamma si contesta l'aggravante della premeditazione.
Secondo la tesi della procura, infatti, Olindo Romano e Rosa Bazzi avrebbero pianificato nell'arco di un anno il massacro pedinando ripetutamente Raffaella Castagna nei suoi spostamenti per recarsi al lavoro. Tutto sarebbe scaturito dalla minaccia di richiesta risarcimento danni per 3.500 euro per le lesioni che la moglie di Azouz Marzouk subì durante una delle solite liti con i coniugi del piano di sopra avvenuta la sera del 31 dicembre 2005. Il processo per quella lite avrebbe dovuto tenersi due giorni dopo la strage.
La sera dell'11 dicembre 2006 i Romano dopo essersi procurati coltelli e spranghe e aver disattivato il contatore della corrente della vicina, sarebbero saliti compiendo l'eccidio. Rosa, come lei ammise nelle prime confessioni poi ritrattate come fece pure il marito, si sarebbe scagliata sul piccolo Youssuf: "Piangeva così forte e mi faceva venire il mal di testa", disse al Gip Nicoletta Cremona. Poi diedero fuoco all'appartamento. Tutto questo pianificato e premeditato.
Nell'uscire però l'elemento imprevisto: i coniugi Frigerio, attirati dalle urla e dal fumo causato dall'incendio, erano scesi per vedere cosa stesse accadendo. Sempre secondo le confessioni ritrattate, Olindo Romano si scagliò su Mario Frigerio sgozzandolo, Rosa Bazzi rincorse Valeria fino alla mansarda superiore massacrandola a coltellate e sprangate.
Quindi tornarono nella loro lavanderia, arrotolarono gli abiti e i guanti indossati in un grosso tappeto che caricarono in auto. Si allontanarono da Erba, andarono in un lavatoio non distante per lavarsi del sangue, raggiunsero il Mc Donald's di Como per crearsi l'albi poi crollato sotto il peso di un misero scontrino. Durante il tragitto gettarono in tre diversi cassonetti, armi e abiti sicuri che sarebbero finiti già all'alba nel forno inceneritore de 'La Guzza' di Como.
Strage di Erba: richiesta di ergastolo/1
La cronaca di oggi offre molti articoli dedicati alla strage di Erba dopo la ripresa del processo: ne analizzeremo tre da diverse testate giornalistiche online e in ultimo il dispaccio dell'agenzia Ansa con la notizia non commentata
DA WWW.CORRIERE.IT DEL 17 NOVEMBRE 2008 ORE 14.03
CURIOSI IN FILA DAVANTI AL TRIBUNALE PER IL PROCESSO A ROSA E OLINDO
Strage di Erba, il pm chiede l'ergastolo
Castagna: «Non voglio il carcere a vita»
L'accusa: «Venti minuti di inferno, è stato tra i crimini più atroci della storia». In aula anche Azouz Marzouk
COMO - «Oggi faremo un nuovo viaggio nell'orrore, così come è stato tutto questo processo». Così il pm Massimo Astori ha cominciato la sua requisitoria nel dibattimento per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e il suocero Carlo Castagna che, l'11 dicembre 2006 ha perso la moglie, la figlia e il nipotino Youssef. Astori ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per Romano e Bazzi: «Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo» e che è «l'unica parola possibile». Il magistrato ha ricostruito i rapporti tra gli imputati e le vittime: «Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano». Olindo Romano, ha aggiunto, «spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari».
CASTAGNA - Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, invita Olindo Romano e Rosa Bazzi a pentirsi e dichiara di non augurarsi che i due coniugi vengano condannati all’ergastolo. In un’intervista a Mattino Cinque, Castagna ha dichiarato: «Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto». Castagna considera che Bazzi e Romano siano delle »vittime a loro volta di un disegno maligno». Dopo aver spiegato che si augura che Olindo e Rosa «prima o poi possano trovare il senso di quello che hanno compiuto», Castagna spiega di aver «ritenuto che non dovessi vivere odiandoli, sarebbe stato per me una tragedia». E poi l’uomo si spinge anche più in là: «Io sono disponibile se loro avessero desiderio di una mia presa di contatto, di una mia vicinanza , magari anche epistolare, mi sento di essere pronto per frappormi fra i miei cari e loro».
«FEROCE ATTO CRIMINALE» - Intanto in aula il Pm ha ricomposto le tessere di quello che ha definito «uno dei più feroci atti criminali che la storia del nostro Paese ricordi», «quei 20-25 minuti di inferno». Il magistrato ha individuato un prologo della tragedia nel 2001, quando in casa di Raffaella Castagna non era ancora arrivato Azouz Marzouk. «Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni», ha detto Astori, ma la scintilla che la fece esplodere fu quell'atto di citazione per il processo del 13 dicembre 2006, due giorni dopo la strage, intentato da Raffaella Castagna contro i coniugi che l'avevano aggredita. Astori, che si avvale di immagini e contributi audio con la registrazione degli interrogatori di Olindo e Rosa, ha presentato una cruda contabilità dei colpi che hanno ucciso le quattro vittime e ferito il testimone: 76 colpi, di cui 24 sprangate e 52 coltellate. L'ultima, quella che ha ucciso Youssef nell'appartamento di Raffaella Castagna, è stata «vibrata alla gola senza pietà».
ASSALTO DI CURIOSI - Si ripete, come sempre accaduto nelle varie fasi del processo, la fila di curiosi che, sin dall'alba, hanno atteso di poter avere il tagliando che consente l'accesso in aula. Oggi, dopo una pausa di circa sette mesi dovuta all'istanza di trasferimento del processo ad altra sede presentata dalla coppia e da una loro istanza di ricusazione dei giudici comaschi (entrambe respinte), è il giorno della requisitoria. Olindo Romano e Rosa Bazzi, che hanno confessato la strage per poi ritrattare proclamandosi innocenti, sono accusati dell'omicidio di Raffaella Castagna (30 anni), di suo figlio di 2 anni Youssef, della madre della donna, Paola Galli (57 anni) e di una loro vicina di casa, Valeria Cherubini. L'11 dicembre 2006, nella corte di via Diaz a Erba, è rimasto gravemente ferito anche il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che però è sopravvissuto diventando il principale teste dell'accusa. La sentenza è attesa per il 26 novembre.
SCIOPERO DELLA FAME - Marzouk, detenuto nel carcere di Vigevano per scontare una condanna a 13 mesi per spaccio di droga, da due settimane sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro l'espulsione dall'Italia. Il tunisino ritiene ingiusta la pena accessoria dell'espulsione, posta dalla procura di Como come conditio sine qua non per dare l'assenso al pattegiamento. L'espulsione scatterà il 1° gennaio 2009, una volta scontati i 13 mesi di reclusione, e non consentirà a Marzouk di presenziare quale parte civile all'eventuale processo di appello contro Rosa Bazzi e Olindo Romano.
DA WWW.CORRIERE.IT DEL 17 NOVEMBRE 2008 ORE 14.03
CURIOSI IN FILA DAVANTI AL TRIBUNALE PER IL PROCESSO A ROSA E OLINDO
Strage di Erba, il pm chiede l'ergastolo
Castagna: «Non voglio il carcere a vita»
L'accusa: «Venti minuti di inferno, è stato tra i crimini più atroci della storia». In aula anche Azouz Marzouk
COMO - «Oggi faremo un nuovo viaggio nell'orrore, così come è stato tutto questo processo». Così il pm Massimo Astori ha cominciato la sua requisitoria nel dibattimento per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e il suocero Carlo Castagna che, l'11 dicembre 2006 ha perso la moglie, la figlia e il nipotino Youssef. Astori ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per Romano e Bazzi: «Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo» e che è «l'unica parola possibile». Il magistrato ha ricostruito i rapporti tra gli imputati e le vittime: «Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano». Olindo Romano, ha aggiunto, «spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari».
CASTAGNA - Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, invita Olindo Romano e Rosa Bazzi a pentirsi e dichiara di non augurarsi che i due coniugi vengano condannati all’ergastolo. In un’intervista a Mattino Cinque, Castagna ha dichiarato: «Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto». Castagna considera che Bazzi e Romano siano delle »vittime a loro volta di un disegno maligno». Dopo aver spiegato che si augura che Olindo e Rosa «prima o poi possano trovare il senso di quello che hanno compiuto», Castagna spiega di aver «ritenuto che non dovessi vivere odiandoli, sarebbe stato per me una tragedia». E poi l’uomo si spinge anche più in là: «Io sono disponibile se loro avessero desiderio di una mia presa di contatto, di una mia vicinanza , magari anche epistolare, mi sento di essere pronto per frappormi fra i miei cari e loro».
«FEROCE ATTO CRIMINALE» - Intanto in aula il Pm ha ricomposto le tessere di quello che ha definito «uno dei più feroci atti criminali che la storia del nostro Paese ricordi», «quei 20-25 minuti di inferno». Il magistrato ha individuato un prologo della tragedia nel 2001, quando in casa di Raffaella Castagna non era ancora arrivato Azouz Marzouk. «Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni», ha detto Astori, ma la scintilla che la fece esplodere fu quell'atto di citazione per il processo del 13 dicembre 2006, due giorni dopo la strage, intentato da Raffaella Castagna contro i coniugi che l'avevano aggredita. Astori, che si avvale di immagini e contributi audio con la registrazione degli interrogatori di Olindo e Rosa, ha presentato una cruda contabilità dei colpi che hanno ucciso le quattro vittime e ferito il testimone: 76 colpi, di cui 24 sprangate e 52 coltellate. L'ultima, quella che ha ucciso Youssef nell'appartamento di Raffaella Castagna, è stata «vibrata alla gola senza pietà».
ASSALTO DI CURIOSI - Si ripete, come sempre accaduto nelle varie fasi del processo, la fila di curiosi che, sin dall'alba, hanno atteso di poter avere il tagliando che consente l'accesso in aula. Oggi, dopo una pausa di circa sette mesi dovuta all'istanza di trasferimento del processo ad altra sede presentata dalla coppia e da una loro istanza di ricusazione dei giudici comaschi (entrambe respinte), è il giorno della requisitoria. Olindo Romano e Rosa Bazzi, che hanno confessato la strage per poi ritrattare proclamandosi innocenti, sono accusati dell'omicidio di Raffaella Castagna (30 anni), di suo figlio di 2 anni Youssef, della madre della donna, Paola Galli (57 anni) e di una loro vicina di casa, Valeria Cherubini. L'11 dicembre 2006, nella corte di via Diaz a Erba, è rimasto gravemente ferito anche il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che però è sopravvissuto diventando il principale teste dell'accusa. La sentenza è attesa per il 26 novembre.
SCIOPERO DELLA FAME - Marzouk, detenuto nel carcere di Vigevano per scontare una condanna a 13 mesi per spaccio di droga, da due settimane sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro l'espulsione dall'Italia. Il tunisino ritiene ingiusta la pena accessoria dell'espulsione, posta dalla procura di Como come conditio sine qua non per dare l'assenso al pattegiamento. L'espulsione scatterà il 1° gennaio 2009, una volta scontati i 13 mesi di reclusione, e non consentirà a Marzouk di presenziare quale parte civile all'eventuale processo di appello contro Rosa Bazzi e Olindo Romano.
domenica 16 novembre 2008
Riprende il processo per la strage di Erba
La cronaca offre notizie anche sulla strage di Erba il cui processo aveva subito un arresto in seguito alle richieste di ricusazione delle sede di giudizio, il Tribunale di Como da parte dei difensori di Rosa Bazzi e Olindo Romano.
Cosa vi suscita l'ultimo paragrafo relativo al pubblico?
Da La stampa.it
16/11/2008 (15:15)
Strage di Erba, riparte il processo
Il pm chederà l'ergastolo per Rosa
e Olindo. Gli imputati sono pronti
a rilasciare dichiarazioni spontanee
MILANO
Dopo uno stop di sette mesi il processo per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi è pronto a ripartire, per finire presto. Domani davanti ai giudici della Corte d’Assise di Como presieduta da Alessandro Bianchi, la cui imparzialità è stata messa in discussione dalla difesa, il pm Massimo Astori prenderà la parola per le richieste di condanna.
Scontato pensare che punterà all’ergastolo per chi, l’11 dicembre 2006, uccise quattro persone tra cui un bambino di due anni e ne ferì in modo grave una quinta. A morire sotto i colpi dei killer furono Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la nonna del piccolo Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini. Rimase solo ferito il marito, Mario Frigerio, perchè creduto morto. Il sostituto procuratore prenderà la parola per oltre sette ore in cui ricostruirà, con l’aiuto delle immagini, quanto avvenuto nella corte di via Diaz e quanto i numerosi testimoni e l’unico sopravvissuto alla strage hanno raccontato in aula nel corso del processo iniziato il 29 gennaio scorso. Un’intera udienza, almeno, per chiedere il carcere a vita per i coniugi Romano, poi la parola passerà alle parti civili e alla difesa degli imputati, i legali Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux.
In poche udienze è attesa la sentenza, ma prima è probabile che a prendere la parola siano i due accusati. Secondo indiscrezioni sono pronti a fare dichiarazioni spontanee sul cui contenuto non trapela nulla. Non è la prima volta che Olindo e Rosa parlano davanti alla Corte. In precedenza avevano accusato i carabinieri di avergli estorto la confessione. Scontata la presenza degli imputati in aula, così come quella della famiglia Castagna e di Azouz Marzouk, padre e marito di due delle quattro vittime, che continua lo sciopero della fame in carcere dove è detenuto per spaccio di stupefacenti. Il tunisino che ha patteggiato una pena di 13 mesi si oppone all’espulsione che scatterà il primo gennaio prossimo. Saranno presenti anche i figli del supertestimone Frigerio, ma è difficile che lui sarà seduto tra i banchi. «Sta male - fa sapere il suo legale Manuel Gabrielli - e non è in grado di reggere a tanto stress». I cittadini di Como, invece, si rimetteranno in fila per accaparrarsi i pochi posti in aula per assistere all’udienza.
Cosa vi suscita l'ultimo paragrafo relativo al pubblico?
Da La stampa.it
16/11/2008 (15:15)
Strage di Erba, riparte il processo
Il pm chederà l'ergastolo per Rosa
e Olindo. Gli imputati sono pronti
a rilasciare dichiarazioni spontanee
MILANO
Dopo uno stop di sette mesi il processo per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi è pronto a ripartire, per finire presto. Domani davanti ai giudici della Corte d’Assise di Como presieduta da Alessandro Bianchi, la cui imparzialità è stata messa in discussione dalla difesa, il pm Massimo Astori prenderà la parola per le richieste di condanna.
Scontato pensare che punterà all’ergastolo per chi, l’11 dicembre 2006, uccise quattro persone tra cui un bambino di due anni e ne ferì in modo grave una quinta. A morire sotto i colpi dei killer furono Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la nonna del piccolo Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini. Rimase solo ferito il marito, Mario Frigerio, perchè creduto morto. Il sostituto procuratore prenderà la parola per oltre sette ore in cui ricostruirà, con l’aiuto delle immagini, quanto avvenuto nella corte di via Diaz e quanto i numerosi testimoni e l’unico sopravvissuto alla strage hanno raccontato in aula nel corso del processo iniziato il 29 gennaio scorso. Un’intera udienza, almeno, per chiedere il carcere a vita per i coniugi Romano, poi la parola passerà alle parti civili e alla difesa degli imputati, i legali Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux.
In poche udienze è attesa la sentenza, ma prima è probabile che a prendere la parola siano i due accusati. Secondo indiscrezioni sono pronti a fare dichiarazioni spontanee sul cui contenuto non trapela nulla. Non è la prima volta che Olindo e Rosa parlano davanti alla Corte. In precedenza avevano accusato i carabinieri di avergli estorto la confessione. Scontata la presenza degli imputati in aula, così come quella della famiglia Castagna e di Azouz Marzouk, padre e marito di due delle quattro vittime, che continua lo sciopero della fame in carcere dove è detenuto per spaccio di stupefacenti. Il tunisino che ha patteggiato una pena di 13 mesi si oppone all’espulsione che scatterà il primo gennaio prossimo. Saranno presenti anche i figli del supertestimone Frigerio, ma è difficile che lui sarà seduto tra i banchi. «Sta male - fa sapere il suo legale Manuel Gabrielli - e non è in grado di reggere a tanto stress». I cittadini di Como, invece, si rimetteranno in fila per accaparrarsi i pochi posti in aula per assistere all’udienza.
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