Visualizzazione post con etichetta delitto arcidosso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta delitto arcidosso. Mostra tutti i post

domenica 9 novembre 2008

Una rapina finita male

Il delitto di Arcidosso, risolto dopo cinque mesi d'indagine, con l'arresto di Staiani, cuoco residente nella cittadina sul monte Amiata, suscita alcune riflessioni.
Emerge immediatamente l'aspetto di un evento non premeditato che per la reazione della vittima, spinge l'aggressore completamente nel panico, a ferire a morte l'anziana donna. Nella dinamica si chiarisce la praeterintenzionalità, ovvero l'intenzione dell'aggressore era limitata al furto per uno stato di necessità o almeno presunta tale, non certo all'omicidio.
Quindi siamo di fronte ad una persona che presumiamo "onesta", lavoratore con scarsi mezzi economici,che pensa di risolvere i suoi problemi compiendo un furto, oltrepassando il limite della legalità per compiere un reato.
La responsabilità dell'assassinio non si può eliminare, chi decide di entrare nell'illegalità per qualsiasi motivazione deve attendersi sviluppi inaspettati e gravi delle proprie azioni.
Ci fa riflettere comunque il fatto che un uomo, senza precedenti, sia così disperato per il futuro economico della propria famiglia da entrare nell'illegalità in modo così dirompente e devastante: ora davvero che ne sarà della sua famiglia dal momento che rappresentava l'unica fonte di reddito?
La tragedia si allarga alla vittima, alla sua famiglia e alla famiglia dell'assassino, ma non soltanto: non deve passare il messaggio che con i furti o le rapine si possano risolvere problemi economici.
Poichè commessi da persone fino a quel momento incensurati, con tutte le tracce lasciate sulle scene del crimine non tarderanno ad essere identificati e indagati.
La tragedia della nuova povertà come è stata descritta dal Pm è la tragedia della mancanza di assistenza alle famiglie in difficoltà, della ridotta capacità d'acquisto anche quando si ha un lavoro e un reddito che è dissanguato dall'affitto.
Questa tragedia ci riguarda.
Se non si interviene a livello istituzionale per sostenere le famiglie monoreddito e numerose potrebbe essere destinata a non rimanere un caso isolato

Se la povertà trasforma un uomo in assassino...

Da IlGiornale.it
domenica 09 novembre 2008, 07:00

Anziana uccisa in casa, preso l’assassino
Il pm: «Una tragedia della nuova povertà»

«Una tragedia nata dalla nuova povertà».
Ecco come Alessandro Leopizzi, pm di Grosseto sintetizza un delitto finalmente risolto. Quello di Silvana Abate, 72 anni, trovata morta il 10 luglio nella sua villa di Arcidosso. Tre elementi hanno incastrato l’assassino: una telefonata, un’impronta digitale e l’esame del Dna. In galera è finito Aldo Staiani, 27 anni, professione cuoco in un convitto di studenti. Il giovane, originario di Carmiano (Lecce) e residente ad Arcidosso, un lavoro come cuoco, ha confessato. Aveva problemi di soldi, per questo aveva deciso di commettere il furto nella villa di Silvana Abate. La vittima lo ha scoperto e voleva denunciarlo.
«Lui era disperato - spiega Marco Picchi, uno dei suoi difensori -. Dopo avere implorato la donna di non rovinarlo e cercato di impedire che telefonasse ai carabinieri, c’è stata una colluttazione, non ha capito più nulla e l’ha colpita fino a provocarne la morte. «L’idea del furto - aggiunge l’avvocato - nasce dall’abituale difficoltà di arrivare a fine mese del mio cliente, incensurato, sposato, con un figlio di due anni e mezzo, un altro in arrivo, incensurato. Una famiglia monoreddito, un stipendio di poco più di mille euro di cui oltre 400 se ne andavano per l’affitto».
Punto di partenza delle indagini sono stati i tabulati telefonici. Si è scoperto che la vittima, il giorno prima del delitto, era stata chiamata a casa da una cabina pubblica di Arcidosso, apparecchio dal quale poco prima era partita anche una telefonata per casa Staiani. Il cuoco venne poi sentito il 22 agosto come persona informata sui fatti e in quell’occasione gli furono prelevate le impronte digitali: poi a conferma dei sospetti è arrivato pochi giorni fa il Dna compatibile con il materiale biologico trovato sotto le unghie della vittima.