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mercoledì 17 dicembre 2008

Una bugia per separarli... articolo di Felice Manti

Da IlGiornale.it del 17.12.08 ore 7.00


Una bugia per separarli Rosa e Olindo in carceri diverse
di Felice Manti

Separati. Lontani, lontanissimi. Lei a Vercelli, Piemonte. Lui a Piacenza, Emilia-Romagna. Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati per la strage di Erba all’ergastolo con isolamento diurno dal Tribunale di Como non si vedranno più, almeno per un bel po’. Lo ha deciso la Direzione generale detenuti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) guidata da Sebastiano Ardita, «investita» del caso dopo che il provveditore regionale del Dap lombardo, Luigi Pagano, non ha trovato un carcere adatto nonostante le ipotesi circolate nei giorni scorsi (Bollate) e le rassicurazioni sui tempi di trasferimento. E soprattutto a dispetto del parere di psicologi e psichiatri del «Bassone» di Como, secondo i quali i due, separati, sono a rischio suicidio.
«Saranno sorvegliati a vista e avranno il massimo del sostegno psicologico ma - dicono ambienti del Dap - ciò non giustificava trattamenti di favore. Rosa e Olindo continueranno a incontrarsi secondo quanto previsto dall’ordinamento penitenziario».
Non più una volta a settimana, come succedeva ogni giovedì a Como, ma «circa una volta al mese». Sono le stesse regole, precisa il Dap, valide per centinaia di coniugi detenuti.
Una spiegazione che non va giù agli avvocati difensori di Olindo e Rosa. Fabio Schembri parla di «situazione machiavellica all’italiana». «Non capisco - ha spiegato - per quale ragione siano stati trasferiti. Vero è che il diritto di colloquio è costituzionalmente assicurato, ma non vorrei che sorgessero dei problemi riguardo a chi debba portarli da un carcere all’altro».
È andato giù duro invece Enzo Pacia: «È un provvedimento disumano, sconsiderato e pericoloso per l’incolumità dei coniugi - dice al Giornale - manca solo che qualcuno approfitti della situazione per estorcere l’ennesima confessione, da pubblicare su qualche giornale. Porterò la vicenda alla Corte europea di Giustizia». Secondo il legale comasco, che cita un passaggio della Bibbia scritta in carcere da Olindo, «l’uno o l’altro volerà volontariamente nel regno dei morti».
La coppia non ha saputo della separazione fino all’arrivo nei due penitenziari. Quando intorno alle 13 i due sono saliti separatamente su due furgoni della polizia penitenziaria non hanno né pianto, né urlato. Convinti, probabilmente, che si sarebbero rivisti di lì a poco. Una volta giunta al carcere di Vercelli intorno alle 15, però, Rosa, da quanto si apprende, non vedendo il cellulare con il marito, avrebbe chiesto: «Dov’è l’Olindo? Quando potrò vederlo?». Una domanda che sarebbe stata ripetuta in «maniera ossessiva» agli agenti del penitenziario piemontese, famoso negli anni ’70 per aver «ospitato» (insieme) Doretta Graneris e Guido Badini, i «fidanzati maledetti» di Vercelli che nel ’75 sterminarono cinque persone per un’eredità. La risposta le verrà data oggi dal direttore del carcere Antonino Raineri «con tutte le cautele del caso per evitare qualsiasi contraccolpo psicologico».
Rosa sarebbe già stata visitata dal medico dell’istituto e a giorni incontrerà psicologici e psichiatri. È rinchiusa in una cella singola, guardata a vista dalle guardie, isolata dalle altre detenute. Ignare del suo arrivo, seppure per poche ore. Nell’altra ala del carcere, ironia della sorte, c’è anche il fratello di Azouz Marzouk, il tunisino cognato di Raffaella Castagna e zio di Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba. Anche lui, oggi, verrà trasferito in un altro carcere. Perché tra le sbarre le notizie viaggiano velocissime.

Olindo e Rosa separati in carcere: prime reazioni

L'amministrazione penitenziaria aveva disposto il trasferimento dal Carcere di Como dei due conuigi: nel carcere di Piacenza per Olindo e di Vercelli per Rosa, senza accogliere le istanze di psicologi ed avvocati difensori.
Anche oggi alcune testate giornalistiche online riportano la notizia di un malore di Rosa quando ha appreso che il marito non era nello stesso carcere.
Riportiamo le notizie con un particolare riferimento all'articolo di Felice Manti per il Giornale: si tratta dell'unica posizione controcorrente che ho potuto trovare e già riportata in un post precedente. In un'ottica che tenga in considerazione la pluralità delle opinioni perchè sia possibile la formazione di un opinione libera fondata sulla conoscenza più ampia dei fatti, il giornalista citato rappresenta un esempio di come si possano argomentare visioni differenti dalla massa dominante sulla base di ricerche e inchieste giornalistiche, purtroppo un esempio raro nel nostro panorama culturale.
Un'attenzione significativa sarà dedicata ai commenti dei lettori agli articoli riportati in post e che potete consultare sul sito originale delle testate giornalistiche: dalle spontanee dichiarazioni sarà interessante estrapolare le sensazioni correnti dominanti nell'opinione pubblica, con le dovute cautele di generalizzazione per un campione così limitato e non completamente rappresentativo della popolazione.

Dall’agenzia ansa.it del 17.12.2008

ERBA: CARCERI DIVERSI, ROSA SVIENE
Marito a Piacenza, lei a Vercelli, moglie piange e chiede di lui
(ANSA) - ROMA, 17 DIC - E' sbiancata in volto ed e' svenuta Rosa Bazzi, non appena ha saputo che suo marito, Olindo Romano, non era nel suo stesso carcere.I coniugi, condannati all'ergastolo per la strage di Erba, hanno lasciato ieri il carcere di Como convinti di ritrovarsi nello stesso penitenziario. Invece la donna e' stata portata a Vercelli e l'uomo a Piacenza. Rosa - secondo quanto si e' appreso - avrebbe passato la notte in bianco, piangendo e chiedendo di Olindo. POi ha chiesto quando potra' rivederlo.

Da IlMessaggero.it del 17.12.2008

Strage di Erba, malore di Rosa
alla notizia che Olindo è in un altro carcere


COMO (17 dicembre) - È sbiancata in volto ed è svenuta Rosa Bazzi, non appena ha saputo che suo marito, Olindo Romano, non è stato trasferito assieme a lei nel carcere di Vercelli ma in quello di Piacenza. I coniugi, condannati all'ergastolo per la strage di Erba, hanno lasciato ieri il carcere di Como convinti di ritrovarsi di nuovo assieme, di lì a poco, nello stesso penitenziario seppure in due sezioni diverse. Rosa - secondo quanto si è appreso in ambienti penitenziari - avrebbe passato la notte in bianco, piangendo e chiedendo di Olindo. Solo stamattina il direttore del carcere di Vercelli le avrebbe comunicato che suo marito era stato trasferito altrove.